SLC CGIL Nazionale

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venerdì 2 marzo 2012

Comunicato Segreteria Nazionale Slc Cgil (2.3.2012)

 Sindacato Lavoratori Comunicazione

     
COMUNICATO
  
Nella mattinata del 1 marzo u.s., dopo 24 ore di trattativa no stop tra OO.SS. e Rai, Slc Cgil ha valutato la proposta aziendale sulla parte economica insufficiente. Il mix proposto, tra tagli degli istituti contrattuali e risorse messe a disposizione, per il rinnovo del contratto e premio di risultato, sono stati giudicati non in equilibrio, soprattutto sul versante dei tagli, giudicati eccessivamente onerosi per alcune aree di lavoratori e non in linea con il senso ed il valore di una novazione contrattuale.
Il 29 febbraio, le OO.SS., dopo la consegna in plenaria di un documento che conteneva una proposta sulla parte normativa del Contratto e delibere del 29 novembre 2011, a valle di una discussione avvenuta nei coordinamenti nazionali,  avevano individuato e relazionato (sempre in plenaria) all'azienda una serie di modifiche articolate e sostanziali. Si era poi deciso, visti anche i tempi lunghi di confronto e per poter giungere ad una ipotesi complessiva: parte normativa/delibere e parte economica, prima di approfondire la disamina del primo documento, di avviare in ristretta (per richiesta aziendale), un confronto su quest'ultima parte.
Purtroppo, dopo circa 12 ore di discussione sulla parte "economica", con interruzioni funzionali al confronto con le delegazioni nazionali, nonostante le modifiche e gli avvicinamenti sui valori complessivi e soprattutto per le notevoli distanze ancora presenti sulle modalità di risparmio sugli istituti contrattuali, la trattativa non ha portato ad un esito positivo.
Per chiarire i termini economici della discussione, l'azienda, nel documento consegnato la scorsa settimana, ipotizzava un risparmio, attraverso un taglio orizzontale degli istituti, di circa 12 milioni di euro sull'anno e intorno ai 15 a regime, al termine della trattativa i tagli erano scesi a circa 7 milioni di euro con una offerta di incrementi complessivi per circa 44 milioni di euro per l'intero triennio: PdR 2012 al 70/75% (nonostante questo dai dati economici anche quest'anno non è stato raggiunto), minimi a partire da aprile 2012 con seconda tranches a dicembre, una tantum intorno ai 2000 euro con 1000 per i TD ripartito sulle presenze. Inutile dire che la distanza più grande si è realizzata sui tagli, più volte è cambiata l'individuazione degli istituti da ridurre, ma il mix è stato sempre ritenuto troppo oneroso e concentrato su aree specifiche di lavoro, tanto da far ritenere che, se anche uno degli intendimento sindacali per raggiungere l'accordo è quello di salvare le riprese esterne (uno dei settori strategici per il servizio pubblico), l'operazione proposta dall'azienda, per come è formulata, indipendentemente dalla modifica della delibera attuativa della chiusura del settore, per i tagli economici pesantissimi e l'intercambiabilità, a totale appannaggio aziendale, tra produzione interna ed esterna, ne determinerebbe comunque lo smantellamento.

Nonostante l'enorme sforzo delle OO.SS., l'assunzione di responsabilità, la volontà di cercare soluzioni anche attraverso sacrifici sostenibili, sembra sempre più evidente che l'azienda minando singoli istituti punti a smantellare la struttura contrattuale più che a trovare soluzioni congrue. Tutti sappiamo che la struttura del salario va cambiata, che non è opportuno, oltre che giusto, che i salari siano in buona parte determinati dalla parte variabile della retribuzione, ma questo modello, creato nel tempo e rispondente, ci permettiamo di dire, a logiche più funzionali al rapporto "clientelare" e al controllo gestionale da parte dell'azienda che alle esigenze di sindacato e lavoratori, non può essere cambiato a colpi d'accetta né con operazioni estemporanee. Se il sacrificio deve essere fatto, e noi ci rendiamo conto che il momento lo esige, deve essere fatto in maniera equa, ripartito tra tutti i soggetti aziendali, giornalisti e dirigenti compresi, e deve essere realizzato organicamente, con una rimodulazione che consenta di spostare le entità economiche senza penalizzare chi lavora. Per far questo bisogna partire da una scelta che tiene conto dei modelli produttivi e dei PROCESSI PRODUTTIVI, ipotizzare tagli "casuali", li dove ci sono i soldi, mentre non si ferma la ragione per cui certe scelte gestionali vengono fatte, non risolve il problema al massimo lo sposta. Inutile ribadire che, lo abbiamo chiesto nella discussione sulla parte normativa, è necessario ridurre l'utilizzo di appalti e consulenze, dando regole certe e possibilità di controllo al sindacato, e tornare a ragionare di organico  e figure professionali in relazione a modelli e processi produttivi. Siamo convinti che se si vuole seriamente rivedere la struttura del salario si deve, necessariamente, cambiare il modo con cui si gestisce il lavoro in azienda, se invece, come si sta agendo nella discussione intavolata in questi giorni, si vuole uscire da una situazione di "crisi contingente" con un risparmio minimo, lo si deve fare senza eccessi ideologici o punitivi, trovando un mix economico che risponda all'incremento economico degli stipendi e che non realizzi ulteriori storture o penalizzazioni.
Noi siamo pronti da tempo ad affrontare la discussione larga sulla questione lavoro, ci sembra che l'azienda invece vada avanti con richieste spot di tagli e senza considerare l'intera platea dei lavoratori della Rai, e questo, diciamo noi, non può che sottolineare l'inadeguatezza più volte espressa dei vertici aziendali.
Con la situazione che si è realizzata dopo questa lunga e complessa discussione, ferme restando le determinazioni individuate nei vari coordinamenti ed il giudizio sui vertici aziendali e sulla discussione di questi giorni appena esplicitata, Slc Cgil si riunirà in un suo coordinamento nazionale indetto per martedì 6 marzo 2012 ed ha proposto già a tutte le altre OO.SS. di incontrarsi in una riunione di segreteria per una valutazione più complessiva e per decidere come proseguire alla luce della rigidità aziendale.
Per la complessità del momento e le difficoltà che si pongono nel percorso per novare il contratto e per rispondere ai temi normativi e di contrasto alle determinazioni delle delibere, si è volutamente evitato nel comunicato di  approfondire valutazioni sulla modalità con cui si è sviluppata la discussione di questi giorni  ed anche l'articolata  trattativa sulla modulazione del risparmio, crediamo che evitare ulteriori polemiche possa aiutare il sindacato ed i lavoratori a spingere l'azienda ad adottare lo stesso comportamento e a ragionare su una proposta compatibile con il contesto reale.
 Roma, 2 marzo 2012

Segreteria Nazionale SLC-CGIL


sabato 5 novembre 2011

Documento Segreteria Nazionale Slc Cgil (3.11.2011)


RADIOFONIA
DOCUMENTO SLC CGIL

Slc Cgil, ha elaborato e diffuso sulla Rai un documento nazionale che, nella difficile situazione aziendale, individua punti qualificanti per rispondere concretamente alla crisi, e proprio su questi temi sta svolgendo su tutto il territorio nazionale assemblee

L’esigenza di costruire una connessione con tutte le organizzazioni sindacali e associazioni che hanno a cuore la Rai, la partecipazione democratica ed il rinnovo della rappresentanza sindacale, la centralità del lavoro con tutto ciò che riguarda l’evoluzione professionale e tecnologica possono essere riassunti brevemente in:
   ·   Rinnovo del Contratto con tutto ciò che contiene, parte normative ed economica;
   ·   Azioni politico/sindacali;
         o una assemblea pubblica che si svolgerà nel mese di dicembre, con una analisi dei conti aziendali senza tralasciare la questione della Governance e del Lavoro, con le conclusioni del Segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso.
      o partendo da quanto già condiviso nell’iniziativa di giugno, l’impegno a ricercare anche con i giornalisti e i dirigenti, un comune agire a salvaguardia del lavoro in Rai e del servizio pubblico (iniziativa Riprendiamoci la Rai);
   ·   Rinnovo della Rappresentanza sindacale nei territori dove questa non si è svolta di recente, per ridare vigore e rappresentatività alle organizzazioni sindacali.
Queste proposte generali investono ovviamente anche Radiofonia, e rispondono più complessivamente ad una condizione aziendale difficile, anche figlia del Piano Industriale del Direttore Generale Mauro Masi, e aggravato dalle scelte editoriali e industriali del nuovo Direttore Generale e dell’intero Consiglio di Amministrazione, scelte che stanno determinando l’approfondirsi della crisi con sprechi, nomine, la perdita di entrate pubblicitarie e di capacità ideativa e produttiva.
La necessità di tenere in equilibrio la complessa macchina aziendale, anche attraverso politiche generali, non esclude il bisogno di rispondere al particolare e alle esigenze dei singoli settori che poi compongo quel corpo complesso che è l’azienda Rai.
In una assemblea indetta da Slc Cgil, svoltasi a Via Asiago prima dell’estate, si era esplicitata l’esigenza di riprendere un percorso rivendicativo che rispondesse alle difficoltà che vive Radiofonia, e che contrastasse quanto Masi aveva individuato in una riorganizzazione che sta dando i suoi frutti avvelenati.
Il documento di analisi e proposta su Radiofonia nasce, quindi, da una elaborazione sviluppata dai lavoratori settore per settore. Compito del sindacato è quello di costruire una Piattaforma da portare all’attenzione anche delle altre organizzazioni sindacali per sviluppare un confronto con l’azienda.
Questo documento è l’inizio di questo percorso.

venerdì 29 luglio 2011

Comunicato SLC CGIL su accordo 29.07.2011

   

                                                                           

 Sindacato Lavoratori Comunicazione 



COMUNICATO

Si è conclusa stanotte una difficile trattativa che ha visto siglare l’accordo sui lavoratori a tempo determinato e la regolamentazione dell’apprendistato. Nulla di fatto invece sul rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro della Rai.
Non si è riusciti, se non in maniera assolutamente marginale, a stabilire la discussione su importanti elementi normativi quali le selezioni del personale, la regolamentazione restrittiva di appalti e consulenze.
Slc Cgil giudica negativamente tale impasse e l’enorme difficoltà a discutere nel merito per i continui riposizionamenti politici delle altre organizzazioni sindacali, tali da pregiudicare l’esito positivo della trattativa.

Nonostante questo Slc Cgil è invece rimasta responsabilmente al tavolo per tutelare soprattutto i lavoratori precari in quanto i tempi relativi alle impugnative per il collegato lavoro e l’avvicinarsi della stagione televisiva non consentivano di rimandare la discussione senza una scelta sostanziale. Bisognava firmare un accordo o aprire una vertenzialità per rivendicare i diritti di questi lavoratori.

La discussione ha trovato, almeno nei contenuti della parte relativa all’accordo di bacino elementi positivi: si procederà all’accelerazione delle stabilizzazioni dei TD in Fascia A (come previsto dall’accordo 2008); all’inserimento di tutti i lavoratori che hanno raggiunto i 1095 giorni nella nuova fascia A, per una stabilizzazione che avrà esito definitivo nel 2017 ed un percorso di utilizzazione con automatismo all’assunzione a Tempo Indeterminato (passaggio da fascia B ad A) sino a conclusione della deroga sulla stagionalità definita per il 2019, con chiusura di ogni strascico per il 2021.

E’ necessario sottolineare gli ulteriori elementi di positività definiti nell’accordo, elementi che  limitano l’effetto del collegato lavoro, tra cui il diritto di opzione del lavoratore per il part time ai fini di una immediata stabilizzazione a tempo indeterminato (con individuazione di un percorso di implementazione oraria successiva); una attenzione ai territori e alle società del gruppo ed infine l’impegno dell’azienda a terminare la prassi dell’utilizzo dei TD.
Come richiesto più volte da Slc Cgil, si aprirà una discussione sulle consulenze e le tipologie atipiche utilizzate in Rai nonché una avanzata regolamentazione dell’apprendistato professionalizzante. Saranno al massimo 48 i mesi impiegati per la stabilizzazione, e sarà limitata al 20% l’utilizzazione dell’apprendistato in proporzione ai Tempi Indeterminati. L’azienda è inoltre obbligata a stabilizzare almeno l’80% degli apprendisti per poter proseguire nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale. Importante, anche se non chiaramente definito, l’impegno all’assunzione attraverso selezione del personale.

Detto questo, ovviamente l’accordo presenta alcuni limiti, in quanto in molti punti si lascia una discrezionalità gestionale all’azienda.
Inoltre l’assenza di un comune orientamento sindacale ha determinato l’impossibilità di rinnovare il contratto nel suo complesso, lasciando sul campo la possibilità di chiudere il biennio con l’aumento dei minimi, l’una tantum a copertura dei mesi pregressi e definire regole sugli appalti.

Slc Cgil ha in ogni modo spinto per concludere un articolato più complesso, evitando un rinvio che rende l’aumento economico sempre meno esigibile, purtroppo scontrandosi con l’indisponibilità di varie organizzazioni sindacali a costruire un fronte comune.

La preoccupazione è che a settembre, con il consiglio di amministrazione in scadenza e la fragilità del gruppo dirigente, non sarà possibile andare alla chiusura del rinnovo contrattuale.
Per questo, siglata questa parte di trattativa, data una certezza minima a tante lavoratrici e lavoratori che attendevano una risposta, da settembre Slc aprirà su tutto il territorio nazionale una fase di assemblee per consultare i lavoratori sul percorso da intraprendere.
A settembre dovranno essere i lavoratori della Rai che dovranno rispondere a tanta inerzia ed Slc proporrà delle iniziative attraverso le quali i lavoratori siano sempre più vicini a riprendersi l’azienda.

Sono necessari gli Stati Generali con tutte le forze sane presenti in azienda, Slc presenterà in autunno l’aggiornamento dell’analisi dei Bilanci dell’azienda.


 Roma, 29 luglio 2011


Segreteria Nazionale SLC-CGIL

venerdì 8 luglio 2011

Comunicato Segreteria Nazionale SLC-CGIL


COMUNICATO
  
Il giorno 5 e 6 luglio Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal con i Coordinamenti Nazionali si sono incontrati con la Rai.

Oggetto della discussione:
Rinnovo Contrattuale, Premio di Risultato, Accordo sui Tempi Determinati.
Va menzionato che nel corso delle ultime settimane vi erano già stati incontri di approfondimento su l’impianto dell’accordo sui TD, in questa occasione si è teso a determinare il percorso e i punti di discussione, verificando disponibilità e quantità di massima senza entrare nel dettaglio.
L’azienda sulle sollecitazioni sindacali e a seguito dell’incontro con il Direttore Generale del 27 giugno ha proposto, partendo dal presupposto di un aumento di risorse economiche a disposizione della discussione:

  • una somma una tantum a copertura del biennio 2010/2011, somma congrua che copra il valore del mancato aumento contrattuale e consideri una quota a parziale recupero del PdR non raggiunto per l’anno 2010 (pagamento 2011),
  • l’aumento dei minimi a partire dal 1/1/2012, una cifra che sia congrua
  • di modificare, transitoriamente, la struttura del PdR per l’anno 2011 (pagamento 2012), individuando un parametro che consenta comunque vadano i conti dell’azienda il pagamento di una quota parte importante del premio, oltretutto individuando un parametro che a bilancio in positivo aumenti il valore del premio oltre il 100% del valore attuale,
  • la disponibilità a siglare l’accordo sulla stabilizzazione dei tempi determinati, entro la prossima settimana consegnerà alle OO.SS. il testo ultimo di discussione dopo aver accolto nella lunga discussione gli argomenti dei sindacati,
  • la disponibilità (in ambito contrattuale) a normare il mercato del lavoro con la definizione delle modalità di selezione, la regolamentazione dell’apprendistato sempre su testi discussi con le OO.SS.,
  • la disponibilità (in ambito contrattuale) a definire regole stringenti sugli appalti, anche qui si è resa disponibile a recepire la maggior parte delle richieste sindacali,
  • la disponibilità da gennaio 2012 ad iniziare una discussione tecnico-politica con le OO.SS. per rivedere nell’arco di 1 anno: figure professionali (relativamente anche ad accordi in essere), modelli produttivi, progetti formativi condivisi per recepire i finanziamenti appostati anche per il 2011.
  • In ultimo l’azienda ha chiesto, così come era stato sottoscritto nel precedente rinnovo contrattuale, di ridiscutere la struttura del salario, proponendo una riduzione del costo di alcuni istituti contrattuali che consenta un risparmio e apra ad una riequilibrio del costo del lavoro in azienda.
Le OO.SS. dopo lunga discussione anche all’interno dei propri coordinamenti hanno accettato di aprire la discussione su questi presupposti, identificando un percorso con tempi certi e premettendo che l’equilibrio anche economico determinerà l’accettabilità dell’Ipotesi di Accordo.
Per consentire ai lavoratori di valutare il possibile Accordo, ovviamente se varrà raggiunto, le OO.SS. svolgeranno assemblee con consultazione dei lavoratori; per una questione di presenze il percorso si svolgerà nel mese di settembre 2011.
Per consentire i giusti tempi di discussione si è valutato quindi che, sempre nel caso di sottoscrizione d’ipotesi e valutazione positiva dei lavoratori, l’erogazione dell’una tantum (come al punto 1) avverrà il 1 di ottobre 2011, mentre la definizione dei rallentamenti degli istituti sarà valutata tra le parti, solo per quanto concerne le modalità a partire dal mese di settembre, mentre già l’accordo generale dovrà definire il quantitativo economico.
I minimi salariali aumenterebbero in una sola tranche a partire dal 1 gennaio 2012.
Il pagamento del premio rimarrebbe nel mese di aprile.
Deve essere chiaro che, questo è stato esplicitamente detto, i rallentamenti degli istituti non potranno essere effettuati attraverso tagli lineari e non dovranno penalizzare pesantemente nessuno.
Le OO.SS. dovranno quindi verificare nell’incontro prossimo, 18 e 19 luglio, l’interezza dell’impianto, gli strumenti normativi e il valore economico che l’azienda impegnerà realmente per migliorare il salario di tutti i lavoratori.


Segreteria Nazionale SLC-CGIL


venerdì 27 maggio 2011

Comunicato Segreteria naz. Slc Cgil (26.05.2011)






COMUNICATO SLC CGIL

Il 25 maggio 2011 si è tenuto l’incontro tra OO.SS. e Rai su Accordo TD, Rinnovo CCL, Revisione del Premio di Risultato.

La discussione è partita dal documento – “Linee Guida, accordo sui lavoratori a TD” – fornito alle organizzazioni sindacali, nel precedente incontro, dall’azienda.

Slc, ha espresso la sua posizione ribadendo l’esigenza di definire il complesso degli argomenti in tempi brevi (opportuno sarebbe nel mese di giugno), chiudendo un accordo generale che contenga:
- rinnovo del Contratto Nazionale con aumento dei minimi salariali;
- ridefinizione del premio di risultato;
- accordo sui TD;
- nuova regolamentazione degli appalti.

TD e BACINO
Sulla questione TD si è articolata una proposta che deve tener conto di diversi fattori:
 le nuove norme (Collegato lavoro con i suoi effetti);
 la difficile applicazione del vecchio accordo,
 l’esigenza dei lavoratori di veder superata la loro condizione di precarietà,
 la necessità di rispondere alle esigenze organizzative e produttive dell’azienda.

Slc ha ribadito la necessità di definire un accordo equilibrato, condizione fondamentale non solo per rispondere alle esigenze del personale ma anche per rimettere in pista la Rai. La carenza di alcune figure professionali ha portato all’utilizzo ancora più massiccio di appalti o consulenti esterni, peggiorando i conti economici e riducendo le professionalità tra gli interni.

Per questo abbiamo immaginato una struttura di accordo che, superando la vecchia logica dei 2 bacini di reperimento, costituisca un BACINO UNICO DI ASSORBIMENTO, indirizzato solo a quelle figure professionali che, utilizzate a TD per anni, hanno dato vita ai famosi bacini, sino ad arrivare a ricomprendere chi ha raggiunto i 300 giorni al 31/12/2010.
Questo implicherà che la deroga al D.lgs 368/2001, come modificato dalla L. n. 2472007, sarà concessa solo al Bacino di assorbimento e solo fino a suo esaurimento, riportando di fatto la tipologia a Tempo Determinato a regola.
Per tutte quelle figure professionali che non sono ricomprese nel bacino unico di assorbimento dovranno essere utilizzati altri metodi di reperimento e assunzione.

Per questo Slc ha reputato necessario invitare la Rai a ridiscutere la struttura del mercato del lavoro in azienda, anche dando la propria disponibilità a normare, in linea con i contratti più avanzati, l’apprendistato professionalizzante e a rimettere in campo il sistema delle selezioni del personale per il reperimento.

Slc ritiene che, per rispondere alle esigenze produttive di tutti i centri di produzione e delle sedi regionali e per operare nel senso della riduzione degli appalti e delle consulenze, sia necessario costituire BACINI UNICI DI ASSORBIMENTO TERRITORIALI. Ogni territorio costituirà il proprio bacino contenente le figure che devono vedere una tempistica per la stabilizzazione (300 giorni maturati al 31/12/2010) e definirà nell’anzianità l’unico parametro per stabilire il momento del passaggio a TI.

Al fine di ovviare ai problemi legati al collegato lavoro, SLC ha illustrato 2 vie:
1) individuare la data di assunzione di tutti i lavoratori presenti nei bacini territoriali di assorbimento, ricominciando anche nell’invio delle lettere, nelle quali si definiscono le date di assunzione a TI dei singoli lavoratori.
2) Assumere tutti (chi era nei vecchi bacini e chi ha raggiunto almeno i 300 giorni al 31/12/2010) da subito, riconoscendo il valore dell’anzianità non nella definizione dei tempi dell’assunzione, ma come momento per l’implementazione di percentuale di Part Time, sino al completo passaggio a full time per chi lo desideri. Ciò permetterebbe ai più utilizzati e ai più anziani di aver riconosciuto da subito il full time e renderebbe le graduatorie finalizzate all’implementazione dell’orario di lavoro e non alla trasformazione contrattuale.

REPERIMENTO del personale ( mercato del lavoro)
La ridefinizione “del mercato del lavoro” potrà portare anche ad immediate assunzioni a tempo indeterminato, apprendistato se sarà positivamente normato, tempo determinato nei limiti previsti dall’accordo del 2008 (8% dal 31/12/2014) e per le declaratorie previste dalla norma e CCL Rai. Tutto questo va fatto necessariamente, anche nel tentativo di superare la pessima abitudine, adottata dall’azienda, di utilizzare di figure atipiche (partite iva, collaborazioni) che spesso svolgono mansioni equiparabili a quelle dei lavoratori subordinati.

Nel rivedere le modalità di reperimento del personale, Slc reputa utilizzabile una delle forme contrattuali previste dalla legge (ovviamente con la premessa che debba essere notevolmente migliorato nell’impianto contrattuale): quella dell’apprendistato professionalizzante. Esperienze simili sono state fatte in altri contratti e lo strumento dell’apprendistato, se ben utilizzato, potrebbe rispondere ad esigenze anche dei lavoratori e dell’azienda Rai: reperimento di giovani (18-29 anni) che ovviamente non abbiano mai lavorato in Rai o in altre aziende; garanzia di trasformazione a tempo indeterminato senza soluzione di continuità (questo potrebbe evitare il meccanismo della continua ricontrattualizzazione che pesa come una spada di Damocle sulla testa di altre forme di lavoro); salario solo leggermente più basso per un periodo determinabile; malattia retribuita quasi ai livelli dei TI; alta possibilità ( può essere identificato nel CCL) di essere stabilizzati dopo un periodo variabile a secondo dei livelli inquadra mentali di inserimento; formazione.

Questa è solo una delle possibili tipologie utilizzabili. Rimangono comunque valide la classica opzione del Tempo Indeterminato e quella del Tempo Determinato nei limiti e per le funzioni previste dalla legge e dal decalage insito nell’accordo del 2008 (8% al 31 12 2014).

Si sottolinea che, sempre sulla questione del mercato del lavoro, il giorno 26 maggio le organizzazioni di categoria di CGIL, CISL e UIL si incontreranno con la Rai per iniziare una discussione sui lavoratori atipici presenti in azienda.

Rai Way
Inoltre si è rimarcata l’esigenza di definire la data dell’incontro con i vertici Rai Way. Abbiamo evidenziato che vi è una richiesta d’incontro vecchia di mesi, e la condizione dell’azienda necessità di un incontro che consenta l’illustrazione di un progetto industriale chiaro da parte dei vertici aziendali.

APPALTI
Slc ha sottolineato l’importanza di rivedere le regole sugli appalti, di condividere nuove norme per il controllo e la verifica a tutti i livelli, nazionale e territoriale. Questa importante scelta, insieme alla modifica del mercato del lavoro e al miglioramento di alcuni strumenti contrattuali, potrebbero essere gli strumenti indispensabili per rilanciare l’azienda e permettere l’uscita dalla crisi.
PDR
L’azienda, in conclusione, ha aggiunto una sua proposta sulla revisione del Premio di Risultato, individuando nel bilancio l’elemento da cui partire per definire poi i diversi livelli di erogazione del premio di risultato.

Ci si è lasciati senza commentare quest’ultima proposta, rinviando la discussione al 9 giugno 2011. Per facilitare la ripresa dei lavori l’azienda ha annunciato la stesura di un testo che terrà conto delle indicazioni di tutte le organizzazioni sindacali presenti alla riunione odierna.
Roma, 26 maggio 2011
SLC- CGIL Nazionale



lunedì 2 maggio 2011

Comunicato Segreteria Nazionale Slc Cgil (2.05.2011)




COMUNICATO

Venerdì pomeriggio l’azienda ha comunicato per fax a tutte le OO.SS. la sua esigenza, visto il cambio del Direttore Generale, di rinviare l’incontro del 4 maggio su CCL e revisione del Premio di Risultato, determinando di fatto una sospensione al percorso intrapreso dopo l’incontro del giorno 20 aprile, occasione nella quale si erano condivisi temi di discussione e tempi con i quali provare a raggiungere un accordo generale.

Come prima cosa Slc vuole esprimere il proprio sollievo per l’uscita anticipata di Masi, uscita alla quale ritiene di aver contribuito con le molte iniziative di lotta e protesta messe in campo in questi mesi.
Va detto che Mauro Masi lascia una Rai in condizioni mai raggiunte, sia dal punto di vista economico che produttivo.

Chiunque arriverà erediterà un’azienda con un Piano Industriale pessimo e per fortuna quasi totalmente inapplicato, “conti in miglioramento” solo nella forma (le passività sono sostanzialmente bilanciate da riduzioni di costi o entrate non realizzate), scelte industriali disastrose ed editoriali discutibili, investimenti fermi.
Chiunque arriverà, si dovrà confrontare con un’azienda piegata dal peso dei partiti e dalla sua lentezza, dai suoi troppi luoghi di direzione e scelta, dalla sua difficoltà a dialogare con i lavoratori ed il sindacato che li rappresenta.

Va evidenziato che in questi mesi, nonostante Masi e grazie alle grandi capacita dei suoi lavoratori, l’azienda è riuscita a primeggiare negli ascolti e nella produzione di qualità.
Vorremmo che tale dato (l’unico positivo di fronte a tante negatività) stimolasse il futuro Direttore Generale a riavviare i motori della Rai iniziando proprio con il curare il suo vero capitale che è il LAVORO.

Slc auspica una discontinuità con il passato. Discontinuità che si concretizzi nella capacità del Direttore Generale di dire dei no a chi da fuori vuole imporre scelte di carattere industriale ed editoriale alla Rai.
Soprattutto si auspica un DG che sia in grado di sviluppare un nuovo Piano Industriale dialogando col sindacato.

Detto questo, vogliamo tornare al rinvio dell’incontro del 4 maggio.
Per quanto tale scelta possa essere istituzionalmente comprensibile rimane inopportuna e non deve comportare un periodo di stallo o peggio ancora di paralisi del confronto sindacale.
I temi in discussione sono propri del tavolo approntato ed il confronto è stato avviato grazie a mesi di faticose contrapposizioni e iniziative di lotta.

Slc vuole chiarire che il SINDACATO non è un convitato, non è un pezzo di azienda, è soggetto rappresentativo di istanze chiare, per questo non si tollereranno cambiamenti sulla tabella di marcia. Per Slc, rimane quanto definito il 20 aprile: “MASSIMO UN MESE E MEZZO PER TERMINARE CON UN ACCORDO GENERALE” sui temi in discussione così come sono stati concordati e calendarizzati.

Chiunque arriverà alla Direzione dell’azienda deve sapere che il tempo è scaduto e può scegliere di salvare la Rai con i sindacati oppure di proseguire uno scontro avviato da mesi.
Slc esprime la forte esigenza di proseguire in tempi strettissimi all’Accordo sui TD, al chiarimento su Rai Way (che deve rimanere Rai), alla definitiva chiusura anche formale oltre che sostanziale delle esternalizzazioni, al rinnovo del contratto nazionale, a regole stringenti su appalti, consulenze ed acquisti, alla revisione del Premio di Risultato.

Slc ha iniziato una discussione ad un tavolo faticosamente conquistato con tutti i sindacati che non può essere vanificata da un cambio dei vertici aziendali.

Ci auspichiamo, ovviamente, che alla Direzione della Rai arrivi una persona responsabile, rispettosa dei ruoli e delle funzioni, che abbia la sensibilità di condividere le scelte e promuovere il rilancio dell’azienda. Per far questo SLC ritiene necessaria una rapida convocazione delle OO.SS, non appena il CDA avrà designato il nuovo D.G.
Roma, 2 maggio ’11

La Segreteria Nazionale SLC-CGIL


giovedì 28 aprile 2011

Comunicato Segreteria Nazionale Slc Cgil (28.04.2011)





LA TRATTATIVA

Il 27 aprile 2011, si è svolto, così come calendarizzato nell’incontro del giorno 20, il confronto tra OO.SS. e Rai su Rec e Rup nella mattinata e su Tempi Determinati a partire dalle ore 14.00, presso la sede Rai di Via Teulada.

Va riconosciuto che la Rai ha fatto un importante passo avanti nel metodo di discussione, fornendo, per la prima volta, una serie di proposte e documenti scritti.

Va chiarito da subito che tali testi (legittimamente sviluppati dall’azienda), consegnati durante l’incontro in plenaria sono divenuti di dominio pubblico, sono proposte di parte che ancora debbono essere discussi con le OO.SS.. Va sottolineato che, anche se molte argomentazioni nascono da sollecitazioni sindacali, Slc ha  intenzione di aggiungere contenuti e modificare concetti.

Su Rec e Rup: è volontà di Slc aiutare una difficile transizione determinata dalla nuova regolamentazione, questo però garantendo attenzione alla tutela dei lavoratori e al riconoscimento della loro professionalità.

È importante procedere in un’attenta formazione del personale addetto a tale funzione, dare copertura assicurativa per la responsabilità civile, rispettare il contratto nazionale per quanto contempla nelle proprie declaratorie, confrontarsi sull’elaborazione di una procedura che individui chiaramente funzioni e responsabilità.

Per Slc l’irrigidimento delle regole relative agli acquisti e agli appalti può, senza dimenticare le difficoltà implicite per l’azienda che compete su un mercato difficile, riportare tali processi nell’alveo dell’attenta gestione ed aiutare la Rai a ridurre sprechi ed eccessi, ovviamente, questo potrà essere possibile solo evitando l’allargamento della platea dei “responsabili” a dismisura. Non si può non pensare ad un periodo di deroga per mettere a regime la macchina, ma che termini in tempi certi e con l’elaborazioni di procedure chiare per migliorare l’esplicazione di tali funzioni.

Sui TD: va detto che nelle Linee Guida fornite da Rai alcuni concetti, espressi da più organizzazioni sindacali anche in pubbliche assemblee, sono stati accolti.

Slc ne rileva l’importanza e si impegnerà con le proprie chiare determinazioni a trovare, insieme alle altre organizzazioni sindacali, la soluzione di quei problemi concretizzatisi dall’attuazione del Collegato Lavoro, dalla difficile applicazione del vecchio Accordo dei Bacini (impossibilità di rendere dinamici i tempi della stabilizzazione), nell’accelerare il processo di stabilizzazione, nel trovare nuove forme virtuose per le assunzioni in linea con quanto si è realizzato in altri settori, per sbloccare la carenza di figure professionali e rispondere alle esigenze produttive e funzionali di consociate e territori, per realizzare, dopo aver normalizzato il pregresso, una gestione del mercato del lavoro e della contrattualizzazione del personale in Rai ben regolata.

Chiaramente tale processo complesso non può pensarsi limitato all’Accordo di stabilizzazione degli attuali TD, ma necessita di una chiara regolamentazione contrattuale che determini una più avanzata gestione del mercato del lavoro e delle forme contrattuali.

Slc, che evidentemente ha le proprie idee sul come realizzare tutto questo, evita consapevolmente di individuare proposte specifiche in questo comunicato, con lo scopo di condividere una piattaforma con le altre Organizzazioni ed evitare la rincorsa delle “migliori proposte”.

Slc ritiene che è questo il momento della responsabilità, conseguentemente si rende disponibile da subito ad incontrare le altre OO.SS. al fine di mettere a punto una proposta concreta e completa sulla questione TD e Mercato del Lavoro. Va evitato il rischio di rimanere imbrigliati lasciando di fatto l’azienda libera di  determinare le scelte ed i tavoli, non solo quello sui TD ma anche quello del rinnovo contrattuale con tutto quello che contiene:

Regole migliorative sugli appalti, figure professionali, parte economica, revisione del PdR.

Slc invita tutte le OO.SS., a partire dal prossimo incontro del 4 maggio (Rai Way, CCL e PdR), ad un atto di responsabilità forte per esprimere chiaramente all’azienda la propria compattezza e determinazione nel voler raggiungere i risultati necessari per rispondere ai bisogni dei lavoratori.

Slc nelle prossime ore, già alcuni contatti sono intercorsi, inviterà formalmente tutte le OO.SS. ad un incontro in tempi brevi.
Roma, 28 aprile 2011
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL


giovedì 21 aprile 2011

Comunicato Segreteria Nazionale Slc Cgil (21.4.2011)




Comunicato Slc Cgil

Incontro Rai 20 aprile 2011

Il giorno 20 aprile 2011 le OO.SS. hanno incontrato i responsabili aziendali delle Relazioni Industriali.
Dopo una agitata mattinata passata nella discussione sulla collocazione dell’incontro, vista l’inutilizzabilità della sala degli arazzi per manutenzione, alle ore 13.00 si è iniziata la trattativa presso il Teatro delle Vittorie.
L’azienda ha ripreso la discussione partendo dall’ultimo incontro del 22 e 23 febbraio, ribadendo ancora oggi l’impossibilità di definire l’esito sulle scelte del Ministero dell’Economia e Finanze relativamente alla vendita degli impianti di Rai Way.
Per il resto, sui temi posti dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali anche attraverso documenti d’organizzazione, si è dichiarata disponibile al confronto.
Dicendo questo ha però chiarito, su sollecitazione sindacale, che il Premio di Risultato per l’andamento aziendale, e per quanto chiaramente espresso il 27 settembre 2010 dal Direttore Generale, non è in pagamento per i disastrosi conti aziendali e conseguentemente per il mancato raggiungimento del Mol.
Slc, così come definito nel suo documento Comunicato SLC a seguito Coord Rai 6-4-11, ha esposto  davanti al Coordinamento Nazionale e all’azienda la sua posizione.
Slc Cgil, ha ribadito che le esternalizzazioni per lo stato dì attuazione del Piano Industriale, immobilizzato dall’assenza di una risposta dei Ministeri su Rai Way, l’assenza di una qualsiasi procedura avviata sulle restanti esternalizzazioni ipotizzate, si possono definire convogliate su un binario morto. Questo non toglie che Slc, nel caso in cui si dovessero mettere in campo iniziative per l’attuazione di tali progetti, così come già dimostrato nello Sciopero Generale Rai del 19 luglio e nello sciopero Generale Rai Unitario del 10 dicembre non avrebbe dubbi sul tipo di reazione da mettere in campo.
Per Slc è altresì chiaro che il Direttore Generale, anche nel far redigere il bilancio, ha tenuto conto di un risparmio pesantissimo sul costo del lavoro che comprendeva il non rinnovo contrattuale oltre che il non pagamento del Premio di Risultato, motivi aggiuntivi alle esternalizzazioni (totale 100 mln tutto sulle spalle dei lavoratori) per lo svolgimento dello Sciopero del 10 dicembre e di tutte le iniziative messe in campo in questi lunghi mesi.
Detto questo, per i numerosi bisogni espressi dai lavoratori, non si può non proseguire nell’esigere:

il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, scaduto da dicembre 2009.

Per Slc non si può far passare l’idea che è possibile, in Rai, non rinnovare il Contratto, questo al di là delle condizioni economiche aziendali che ovviamente possono influenzare il quantitativo economico ma non l’esigibilità di un diritto.
Nell’ambito della discussione contrattuale, anche assumendo alcune richieste espresse dalle altre organizzazioni sindacali, si dovrà discutere di:
• nuove regole per la stabilizzazione dei TD, a ridosso della pausa estiva non si possono non
determinare rapidamente nuove regole che garantiscano: la continuità lavorativa, l’individuazione in un tempo certo della stabilizzazione a tempo indeterminato. Si è sottolineata l’importanza per il futuro dell’azienda che si mantengano quelle professionalità cresciute in azienda e che hanno garantito la tenuta produttiva, ideativa e organizzativa della Rai. Per Slc solo a fronte di un buon accordo che determini l’automatica stabilizzazione si possono evitare le cause sancite dagli importanti numeri delle impugnative pervenute all’azienda (1700), che oltre a determinare una battaglia legale pesantissima metterebbero in discussione la tenuta aziendale.
• esigibilità e nuove regole sul premio di risultato, era già stata espressa, in un accordo sancito con le OO.SS. lo scorso anno, l’esigenza di modificare la struttura del premio, superando la discutibile formula on/off che ha costretto negli ultimi anni il sindacato a precarie trattative per ottenere una somma, una tantum, determinata dalla pressione espressa dai lavoratori più che dalla esigibilità definita da regole chiare e condivise. Slc anche in passato aveva sostenuto l’esigenza di ottenere un premio a scaglioni che a seconda dei risultati economici determinasse l’erogazione di un premio più o meno alto, ma che comunque fosse legato a regole contrattuali esigibili.
• Appalti, qui vi è una esigenza di definire regole stringenti, sia di assegnazione che di controllo delle organizzazioni sindacali, Slc vorrebbe portare ad esempio nel confronto l’articolo definito nell’integrativo di Mediaset in tale materia, il quale demanda anche a livello locale la verifica ed il controllo delle OO.SS. sulla congruità e “necessità” degli appalti.
• Ridefinizione e aggiustamento delle figure professionali, vi sono alcune figure che, legate all’evoluzione tecnologica, ad accordi specifici per produzioni definite, vecchie esigenze mai sistemate, da ultima anche la discussione sul Rec e Rup, devono trovare una definizione che aiuti anche l’evoluzione produttiva, ideativa e gestionale dell’azienda.
• Parte economica, discussione su una somma per incrementare i nuovi minimi salariali.
• Esigenza primaria è quella di fare in fretta, ovviamente senza dimenticare la necessità di proseguire un confronto sul Piano Industriale (anche per monitorare la situazione delle ipotizzate esternalizzazioni), al fine di dare gambe e futuro all’azienda.
Slc ha chiesto che si parta dal confronto sui TD, soggetti più deboli e che hanno un’esigenza legata anche alle fasi di lavoro (stagione) e contrattualizzazione, questo però senza slegare il resto. Come in ogni discussione contrattuale l’esigenza è quella di tenere le cose insieme, anche in un equilibrio economico.
Slc ha quindi chiesto di proseguire nel confronto sulle regole (parte normativa): appalti, figure professionali,attenzione ad evitare sprechi, regole certe, per poi chiudere il tutto con la parte economica.
Per Slc, è l’aumento economico in prima voce sul salario l’esigenza primaria del rinnovo, questo non toglie che va ricercato un equilibrio su tutti gli istituti contrattuali, non escludendo la possibilità che, attraverso una ridefinizione del premio di risultato, questo si paghi in proporzione, deve essere chiaro che non è colpa dei lavoratori se l’andamento aziendale è negativo, e quindi non possono essere loro a pagare per tutti.
Esigenza espressa al tavolo, dai 5 sindacati che hanno scioperato il 10 dicembre, è che la trattativa si chiuda rapidamente, questo anche perché vista la concitata fase è impossibile immaginare gli abituali tempi dei rinnovi. Slc ha aggiunto che la firma dovrà essere, nel caso in cui si addivenisse ad un risultato congruo, unica e ultimativa per tutti i temi in discussione, ovviamente dopo l’approvazione dei lavoratori.
L’azienda ha proposto una calendarizzazione che tiene conto delle richieste sindacali.
1. Il 27 aprile, connessa alla discussione su Rec e Rup già fissata in precedenza, si partirà con la trattativa sui TD.
2. Il 4 maggio, data già individuata per il confronto su Rai Way, presente il Vice Direttore Generale Giancarlo Leone, si inizierà la discussione sull’articolato del Contratto compreso le nuove regole sul Premio di Risultato.
L’azienda ha dichiarato di essere intenzionata a chiudere il tutto nell’arco di 1 mese massimo 1 mese e mezzo.
Slc ha voluto sottolineare che l’assenza di una reale trattativa non sarà tollerata quindi ben si accoglie la volontà aziendale di rispondere in tempi stretti.

Roma, 21 Aprile 201

La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL


lunedì 13 settembre 2010

Comunicato Segreteria nazionale Slc Cgil (08.09.2010)



COMUNICATO

È notizia recente che la terza edizione della Tgr (ore 00.10) è stata eliminata dal palinsesto di Rai Tre.
A nostro avviso “l’operazione” era iniziata già lo scorso anno, infatti, si era provveduto ad una riduzione della durata e della capacità produttiva del Tg, trasformando di fatto l’edizione in una semplice rimessa in onda del Tgr delle 19.00.
Nonostante tutto la terza edizione del Tgr su Rai 3 ha mantenuto un ascolto importante, soprattutto in località che hanno un forte rapporto col proprio territorio, esempio ne è la Provincia di Trieste col 30% di share.
Alle rimostranze di sindacati e giornalisti la “soluzione” paventata dalla Rai è stata quella di trasferire la striscia informativa su Rai News. Questo secondo la Rai al fine di rilanciare il prodotto rafforzato da una migliore collocazione oraria della messa in onda (ore 22.30).
Da parte nostra vogliamo precisare che non su tutto il territorio nazionale il canale All News della Rai, basterebbe ricordare le iniziative di protesta dei giornalisti per la pessima numerazione del canale, e la sua “sparizione” dalla programmazione in molte zone del paese, viene ricevuto in maniera corretta.
Sono infatti sfavoriti o esclusi molti territori in cui lo switch off del digitale terrestre terminerà (forse) nel 2012, ed escluse tutte quelle zone che ancora oggi, nonostante lo switch off, non vedono Rai News per una insufficiente capacità trasmissiva.
Infine, vogliamo sottolineare che il calo di ascolti è per la Rai un automatico calo di entrate, e il trasferire un Tg da una rete che è ben sopra il 10% di share, e la Tgr è stato a tutti gli effetti uno degli strumenti per sviluppare tale risultato, per portarlo su un canale che è al 5%, è per noi un’operazione a perdere, e lo è anche per l’informazione.
Sulla scelta del Piano Editoriale ci sorge poi un dubbio, ma forse siamo un po’ maliziosi:
- si depotenzia l’informazione regionale in un momento di grande discussione politica e istituzionale,
- si sposta un programma di informazione da “una rete”, Rai 3, per portarlo su un canale relativamente nuovo e con un direttore “eternamente” in procinto di essere allontanato (si vocifera a favore di un suo collega politicamente vicino alla Lega Nord).
Da parte nostra ribadiamo l’importanza che ha la struttura di programmazione della Tgr e l’informazione regionale, per questo non possiamo che essere contrari a scelte avventuristiche messe in campo senza una reale pianificazione e valutazione tecnica di fattibilità.
Concludiamo denunciando la ulteriore scelta preoccupante, preoccupante in un quadro di difficile tenuta aziendale ed il rischio di subalternità dell’informazione ad una parte politica. Chiediamo quindi all’azienda di ripensare le proprie scelte.

Roma, 8 Settembre 2010
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL


venerdì 30 luglio 2010

Comunicato Segreteria nazionale Slc Cgil (30.07.2010)



COMUNICATO

L’informazione su l’internalizzazione decisa per Rai Trade e Rai Net, dopo quella già programmata da tempo di Rai Sat, ci arriva dalle agenzie di stampa.
Il Direttore Generale ama parlare con i media meno con le organizzazioni sindacali.
Ovviamente questo non aiuta le relazioni industriali e chiarisce a chi non l’avesse ancora capito l’inconsistenza dei “cantieri” come luogo di confronto con le parti sociali.
Questo ci fa dire, ancora più forte, che a settembre sarà necessario riprendere il confronto ma in modo diverso. Non accetteremo di discutere di cose già fatte o decise in altri luoghi da quelli deputati, non accetteremo la dilazione dei tempi che aiuta solo l’azienda nelle sue scelte unilaterali.
Il sindacato dovrà essere in grado, meglio se unitariamente, di proporre una Piattaforma che risponda alla inadeguata struttura dell’attuale Piano Industriale.
Sarà forse il caso di iniziare proprio dalle internalizzazioni. Infatti, vorremmo capire come si tuteleranno le professionalità presenti nelle aziende su citate e come si valorizzeranno i settori, strategicamente determinanti, a cui attraverso le consociate Rai si pensava di dare maggiore autonomia produttiva, ideativa e gestionale. Il timore, speriamo di essere smentiti nell’incontro che abbiamo richiesto alla Rai, e che si internalizzino i lavoratori e che si esternalizzino alcuni asset rilevanti.
Inoltre, temiamo che il 5 agosto, giorno in cui si riunirà il Cda nel silenzio distratto delle vacanze estive, si verificherà l’ennesima girandola di nomine e di estromissioni a partire da quella di Mineo da Rai News.
Crediamo che la Rai non abbia affatto bisogno di una ulteriore occupazione di posti e di sottrazione di capacità ideative.
Sarebbe ora che si iniziasse a valorizzare i tanti che fanno bene il proprio mestiere e che portano ascolti e qualità al servizio pubblico.

Roma, 30 luglio 2010
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL


mercoledì 28 luglio 2010

Comunicato Segreteria Nazionale SLC-CGIL su TD (28.07.2010)



COMUNICATO su T.D.

È di nostra conoscenza che la Rai, al momento della comunicazione di impegno per i TD, definisce con lettera “limiti” non presenti nell’accordo del 4 giugno 2008 e mai concordati o discussi con le OO.SS.
Per questo invitiamo la Rai a smettere di inviare comunicazioni ai TD non in linea con gli accordi sottoscritti, affermando che tale comportamento è lesivo del protocollo per le relazioni industriali, del CCL e dell’accordo su citato.
Se la Rai valuta necessaria una manutenzione dell’accordo sui Bacini è suo impegno preciso convocare le organizzazioni sindacali per discuterne.
Non è accettabile che interloquisca direttamente con i lavoratori minacciandoli di decadenza dai bacini e che definisca unilateralmente come vanno considerati i 6 mesi di utilizzazione minima.
Noi più volte, abbiamo esposto questioni di merito che impegnavano tutti per il miglioramento dell’accordo, definendo: turnover, tempistiche e regole certe che garantiscano i lavoratori ed il rilancio l’attività aziendale.
In più occasioni tali proposte sono state respinte, individuando di contro nei lavoratori a TD coloro che dovevano pagare pegno per realizzare risparmio.
Inoltre, vorremmo ricordare che l’accordo stabilisce un incontro entro il 31/3/2009.
Tale confronto, indirizzato a definire modalità di accesso nei bacini per coloro che avessero raggiunto i requisiti, non si è potuto sviluppare per i continui rinvii e le posizioni precostituite dell’azienda.
Per Slc la questione precarietà va rapidamente affrontata, e va affrontata con la volontà di trovare soluzioni compatibili e non degradanti per le lavoratrici ed i lavoratori.
Pertanto Slc Cgil tutelerà i lavoratori ricorrendo se necessario anche alle vie legali.
Roma, 28 luglio 2010
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL


Comunicato Segreteria Nazionale di SLC-CGIL (28.07.2010)



RESPONSABILITA’ E BUONA GESTIONE
PER RILANCIARE LA RAI

Ci è noto il contenuto di una importante direttiva interna, da parte della Direzione di Risorse Televisive, Artistiche e Fuori Organico RAI, che riguarda l’utilizzazione e la contrattualizzazione dei lavoratori: T.I., T.D. e Consulenze.
È ormai patrimonio comune la necessità di evitare sprechi, sovrapposizione di ruoli e non ultimo irregolarità nell’utilizzo di forme contrattuali atipiche.
Per questo, ci sentiamo in dovere di esprimere alcune nostre considerazioni che speriamo in qualche modo possano essere utili a migliorare i processi di razionalizzazione/risparmio.
Sappiamo che si è data una precisa indicazione a risorse televisive e direzione delle reti.
Esse, prima di richiedere l’autorizzazione per contratti di lavoro autonomo e scrittura, devono invitare le strutture editoriali a verificare le potenzialità delle risorse interne, presupponiamo principalmente T.I., ma a seguire (come definiscono gli accordi sindacali): T.D. di bacino e T.D. maggiormente utilizzati. Per chiudere il processo, queste strutture, devono far pervenire una lettera esplicativa alla Direzione di Risorse Televisive, Artistiche e Fuori Organico delle ragioni dell’insostituibilità degli esterni al fine di farne autorizzare la contrattualizzazione.
Per iniziare va chiarito che da parte nostra ci sono forti dubbi sulla regolarità dei molti contratti di consulenza o scrittura. Nella maggior parte dei casi si tratta di figure professionali già definite nel CCL dei dipendenti Rai, ed anche in questo senso una appropriata utilizzazione delle risorse potrebbe aiutare l’azienda ad evitare guai futuri di natura legale.
Per andare al nocciolo, a nostro avviso, ad una “informale” comunicazione di gestione andrebbe aggiunta una struttura di sistema con ruoli di responsabilità specifici. Tale scelta potrebbe ridurre la prassi dello scaricare ad altri le responsabilità delle scelte, sistema che inevitabilmente amplifica a dismisura sprechi e abusi.
Sarebbe auspicabile che si reperissero i dati struttura per struttura della scorsa stagione. Quanti contratti: T.I., T.D. e scritture c'erano e quanti se ne prospettano, per le stesse produzioni, a fronte della suddetta direttiva per l’anno 2010/11.
Questi dati sono, a nostro avviso, di semplice reperimento. Infatti, ciascuna produzione deve fornirli per le riunioni di “impostazione” che si fanno tra giugno e luglio. Sono dati che l’azienda ha memorizzati nei cics, e sono acquisibili digitando uorg e matricola di ciascuna produzione.
Sarebbe inoltre auspicabile sapere, in caso di nuove produzioni, come sono le proporzioni tra TI/TD e i contratti a scrittura.
Diciamo queste cose con cognizione di causa. La sensazione è che alla fine ci sia una volontà “politica”(ci offende tutti utilizzare tale termine per definire questo tipo di problema), a non ridurre le scritture e a non favorire la trasparenza dei contratti e la piena utilizzazione dei lavoratori, ci si consenta, “regolari”.
Noi crediamo che migliorando i processi si possa fare il vero risparmio. In tal senso, qualche settimana fa, prima della baraonda “Piano Industriale”, avevamo istituito una commissione sindacato/azienda per la riduzione dei costi esterni: appalti e consulenze.
Il tutto sembrerebbe essersi arenato per una indefinita “estrema difficoltà” dell’azienda a fornire: dati, misure e a ricercare col sindacato modalità di riduzione dei costi diversi da quelli inerenti al costo del lavoro (vedi Linee Guide del Piano Industriale).
Crediamo a questo punto che l’unica strada possibile sia quella, le modalità di realizzazione della direttiva lo conferma, di impegnarci con tutti coloro a cui sta a cuore il futuro dell’azienda.
Se solo si riuscisse a responsabilizzare coloro che scelgono quali: risorse utilizzare, contratti stipulare, potremmo consolidare processi virtuosi e provare rilanciare la Rai.

Roma, 28 luglio 2010
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL


mercoledì 21 luglio 2010

Comunicato Segreteria nazionale Slc Cgil (20.07.2010)



COMUNICATO
I LAVORATORI HANNO SCIOPERATO

I lavoratori della Rai hanno saputo rispondere con determinazione alle scelte aziendali.
Lo dimostra l’esito importante conseguito dallo sciopero contro il Piano Industriale indetto per il 19 luglio dalla Slc Cgil.
La manifestazione di Torino ed il presidio di Roma, con la loro colorata e rumorosa espressioni hanno visto la partecipazione di più di 600 lavoratrici e lavoratori. A Torino in 300/400 hanno sfilato dalla sede di Via Cernaia a quella di Via Verdi: lanciando slogan e suonando trombette e vuvuzelas che hanno riempito le piazze delle sedi di Regione e Comune.
A Roma il presidio ha visto il passaggio di circa 200 lavoratori che si sono confrontati in una assemblea improvvisata.
Hanno aderito all’iniziativa: parlamentari, consiglieri comunali, regionali e provinciali sia a Roma che a Torino.
Le notizie sono passate su Tg3 e Rainews, senza dimenticare gli annunci iniziali dei tanti Tgr che sono andati in forma ridotta o a nero.
Infatti, uno dei principali riscontri a dimostrazione della riuscita dell’iniziativa è quello di aver messa in seria difficoltà l’informazione, con il blocco quasi totale della programmazione regionale.
È saltata anche la programmazione del Tg3 delle ore 12.00 mentre Rainews è andato in forma ridotta tutto il giorno.
Si sono verificati casi di blocco della produzione o della registrazioni di programmi anche nazionali.
Va aggiunto che l’adesione a livello nazionale è stata alta con punte che vanno dal 30 al 70%, con il fermo di settori strategici, tutto questo nonostante il periodo e i tempi stretti dell’organizzazione.
Infine va menzionato che le aree interessate dal Piano Industriale hanno avuto un’adesione quasi totale.
Le ferie estive in corso non hanno fermato la protesta ed il riconoscimento della giusta posizione assunta dalla Slc.
Per questo vanno ringraziati tutti i lavoratori, molti di loro hanno rinunciato alle ferie per poter partecipare alle iniziative e allo sciopero. In tanti si sono impegnati per mettere in piedi le iniziative pubbliche e a questi va un grande ringraziamento.
La Slc, come ha anche detto pubblicamente, durante il corteo di Torino, apre alle altre organizzazioni sindacali, invitandole, anche alla luce degli scarsi risultati dei tavoli in essere e della protesta estesa dei lavoratori sul Piano Industriale a rilanciare l’iniziativa unitaria, lavorando da settembre di costruire una piattaforma sindacale che risponda all’inadeguatezza delle Linee Guida dell’azienda.
L’unico modo per superare le divisioni è ripensare l’azione sindacale in azienda, riportare i temi sindacali dentro la discussione per il rilancio della Rai e del servizio pubblico, quindi creare le condizioni per far coagulare tutte quelle soggettività che possano, non solo in rappresentanza degli operai, impiegati e quadri, avere a cuore il futuro della Rai.
Pertanto, invitiamo l’azienda a riaprire il confronto di merito cambiandone l’impostazione e tenendo conto delle proposte avanzate dalla CGIL e del dissenso manifestato dai lavoratori.

Roma, 20 luglio 2010
Segreteria Nazionale SLC-CGIL


lunedì 12 luglio 2010

Comunicato Segreteria Nazionale Slc Cgil (12.07.2010)



PERCHE’ NO, PERCHE’ LO SCIOPERO

La Slc Cgil ha reputato non fruttuosa la discussione sul Piano Industriale e insufficiente il contenuto del Verbale di Conciliazione sulle Procedure di Raffreddamento aperte:
- Contro l’impostazione del Piano Industriale;
- Contro gli sprechi e la cattiva gestione dell’azienda;
- Per il cambiamento degli indirizzi di governo e di gestione del Gruppo Rai.
Per dirla sinteticamente - il Verbale di Conciliazione è insufficiente perché le motivazioni su citate non hanno trovato soluzione nel testo condiviso da Rai e le altre OO.SS.. Quindi in linea con quanto definito nel Coordinamento Unitario del 14 giugno, e con le procedure di raffreddamento avviate unitariamente il 15 giugno 2010, abbiamo indetto lo Sciopero Generale della Rai. In ogni modo e per giorni abbiamo discusso con le altre organizzazioni sindacali per mantenere iniziative comuni, e crediamo di aver svolto coerentemente e fino in fondo il nostro compito.
Sfidiamo chiunque a trovare nel testo suddetto la risposta alle problematiche elencate.
Di seguito chiariamo per punti i motivi per cui il verbale è stato da noi reputato non ricevibili:
1) Dalla discussione da noi sviluppata con tutti, azienda e sindacati, avevamo inteso che la firma apposta in calce all’accordo sarebbe stata quella del Direttore Generale. Questo, a nostro avviso, avrebbe avvalorato la comunicazione di stop ai processi (in relazione al Piano Industriale) già avviati a tutte le strutture, oltretutto, manca un impegno preciso dell’azienda a dare comunicazione, noi avevamo chiesto una circolare interna, inviata a tutte le strutture aziendali.
2) Noi avevamo chiesto un primo incontro NO STOP. Incontro nel quale valutare la reale disponibilità aziendale alla modifica sostanziale del Piano Industriale. Tale nostra richiesta nel verbale è stata trasformata in un primo incontro serrato per poi finire nella solita calendarizzazione, modalità tipica Rai per far perdere linearità e sostanza alla discussione.
3) Mancano totalmente i temi sindacali. La calendarizzazione è fatta solo sui punti voluti dall’azienda e presenti nel Piano Industriale, oltretutto, definendo come unica necessità quella di giungere al “pareggio di bilancio 2012”. Le nostre richieste di parlare: degli appalti e consulenze, dell’incidenza che il contratto di sevizio ha sul perimetro aziendale e sul modello produttivo (cosa discussa unitariamente il 7 luglio con la Commissione di Vigilanza), e del modo con cui rilanciare la capacità produttiva e ideativa dell’azienda non hanno trovato collocazione.
4) Citando il verbale: “Con particolare riferimento al tema della revisione/razionalizzazione dei modelli organizzativi ed allo studio di aree di attività no core, indicati nel documento illustrato e consegnato alle OO.SS., l’Azienda conferma che verrà comunque salvaguardata l’occupazione, con le modalità che verranno definite attraverso il confronto tra le Parti. L’esodo dei dipendenti avverrà attraverso politiche di incentivazione consensuale; qualsiasi futura eventuale determinazione sarà preceduta dal confronto tra le Parti.”
Da parte nostra non è accettabile l’affermazione che vi sono in azienda AREE DI ATTIVITA’ NO CORE. Inserendo tale elemento nel verbale si da spazio all’idea che quelle funzioni possano considerarsi fuori dal perimetro aziendale e quindi esternalizzabili.
Inoltre, l’azienda in ogni luogo, anche per voce del Direttore Generale, ha negato gli esuberi, parlando di semplice incentivazione volontaria all’esodo. Nel verbale, a nostro avviso, si torna in dietro e si impegnano le OO.SS. in una discussione su una cosa che dovrebbe essere già definita!!!
In aggiunta ci preoccupa la frase finale: qualsiasi futura eventuale determinazione sarà preceduta dal confronto tra le Parti.” Elemento che instilla il dubbio che, sulla scorta del Piano Industriale, l’esodo incentivato potrebbe non essere sufficiente a portare la struttura aziendale in equilibrio. Tale affermazione lascia spazio all’idea che possa essere necessaria una ulteriore riduzione di personale con formule che necessitano della condivisione delle OO.SS.(mobilità?) In sintesi l’azienda si lascia la porta aperta per aprire procedure per la riduzione di personale e lo fa, tramite questo verbale, con la disponibilità dei sindacati firmatari.
5) Citando il Verbale:
“Nel corso degli incontri tematici le Parti verificheranno gli effetti delle incentivazioni, ai fini di un riequilibrio dei modelli produttivi dell’Azienda, valutando possibili modifiche sia organizzative che dei profili professionali.”
Noi non avremmo mai sottoscritto un verbale che si riproponesse di sostituire le figure professionali in uscita attraverso la modifica dei modelli produttivi e organizzativi e delle figure professionali.
La nostra richiesta era quella di aprire una discussione sulla compensazione delle professioni in uscita per evitare buchi nella produzione o l’introduzione di nuovi appalti. Invece dal ragionamento fatto si evince che: “in cambio delle uscite facciamo lavorare di più chi rimane magari pagandolo un po’ meno (vista la volontà di costituire un doppio regime contrattuale per i TD)”.
La discussione sui modelli produttivi e l’organizzazione del lavoro e le figure professionali, sono questioni rilevanti che non si debbono affrontare solo dalla prospettiva aziendale, ma anche con: la revisione ed il miglioramento della scala parametrale, la formazione e il continuo aggiornamento del personale, gli investimenti in nuove tecnologie, la riduzione degli appalti con la finalità di reinternalizzare il lavoro per la piena occupazione degli interni. Oltretutto tali temi sono contrattuali e non certamente affrontabili con una discussione che scaturisce con un Verbale di Conciliazione sul Piano Industriale.
6) Per concludere tra i punti in discussione si inserisce quello dei TD, a noi preoccupa questa associazione. La discussione sui TD era già stata avviata e certo non rientrava tra i temi presenti negativamente sul Piano Industriale, almeno non in esplicito. Oltretutto questo fa divenire la discussione sulla stabilizzazione un elemento di possibile riequilibrio economico generale.
Manca oltretutto una chiara menzione ed impegno alla contrattualizzazione dei TD fuori dai Bacini, verificheremo con attenzione le “promesse” aziendali.
Detto questo, noi crediamo di dover modificare i modi con cui questa azienda costruisce le relazioni sindacali, e di conseguenza il modo con cui gestisce i propri lavoratori.
Crediamo che questo possa avvenire grazie alla forza delle iniziative che con i lavoratori si metteranno in campo. A partire dallo Sciopero Generale della Rai indetto per 19 luglio (intero turno, blocco delle prestazioni aggiuntive).
Speriamo che le altre organizzazioni sindacali tornino sui loro passi e con noi rispondano con forza ad un Piano Industriale RAIcida.

Roma, 12 luglio 2010
Segreteria Nazionale Slc Cgil


lunedì 5 luglio 2010

Comunicato Segreteria naz. Slc Cgil (05.07.2010)



SCIOPERO NAZIONALE RAI
CONTRO IL PIANO INDUSTRIALE


Dal giorno 23 giugno, data dell’incontro di conciliazione come previsto dalle Procedure di Sciopero (146/90 e accordi aziendali), abbiamo tentato di trovare una soluzione, discutendo sul come affrontare la “revisione” delle Linee Guida presentate dal Direttore Generale alle OO.SS.
In particolare, da subito, abbiamo chiesto di bloccare i processi avviati in linea con il Piano Industriale:
- l’azienda si sarebbe dovuta impegnare a non dare applicazione a nessuna determinazione, relativa al piano industriale, (dando comunicazione formale con circolare alle proprie strutture.
- Contestualmente, in linea con quanto detto, in segno di apertura e disponibilità, l’azienda si sarebbe impegnata a dare immediata indicazione a contrattualizzare i lavoratori a T.D. attualmente fuori bacino secondo i vigenti accordi sottoscritti in materia.
- l’azienda avrebbe dovuto confermare la salvaguardia dell’occupazione, e che l’esodo dei dipendenti sarebbe avvenuta attraverso politiche di incentivazione consensuale, con una valutazione tra le parti per un giusto riequilibrio delle professionalità (turnover).
- Si definisse subito la programmazione di un incontro no stop sul Piano Industriale per verificare la reale disponibilità aziendale alla modifica della sua struttura.
Tali nostre disponibilità a discutere, anche nel merito, non hanno trovato la “doverosa volontà di interlocuzione”.
La Rai ha presentato alle OO.SS. una proposta di conciliazione irricevibile, priva di punti fermi e di impegni concreti da parte dell’azienda ad interrompere l’attuazione UNILATERALE DEL PIANO INDUSTRIALE.
A noi questo piano Industriale non piace, non ci piace la sua filosofia: ”i sacrifici li fanno solo i lavoratori della Rai, mentre gli sprechi, le nomine inutili e gli sperperi possono proseguire all’insegna della spartizione politica”.
Per questo nelle prossime settimane svilupperemo assemblee su tutto il territorio nazionale, questo al fine di informare i lavoratori in preparazione dello SCIOPERO che si svolgerà il giorno 19 luglio 2010 (con blocco di tutte le prestazioni aggiuntive e straordinarie).
Diciamo no: ai tagli indiscriminati, alle esternalizzazioni e alle svendite del patrimonio della Rai.Vogliamo discutere seriamente della riduzione dei costi inutili, vogliamo un confronto serrato con una controparte disponibile a rivedere le proprie posizioni senza la continua melina di questi mesi.
Per far questo svilupperemo tutte le iniziative di lotta necessarie per dimostrare con la forza dei lavoratori le nostre ragioni.
Infine, il giorno 7 luglio, unitariamente incontreremo la Commissione di Vigilanza, in quell’occasione chiariremo i motivi per cui il Piano Industriale non è compatibile con il ruolo di servizio pubblico che riveste la Rai.

Roma, 5 luglio 2010
la Segreteria nazionale SLC-CGIL


mercoledì 28 aprile 2010

Comunicato Stampa Segreteria nazionale Slc Cgil




Slc Cgil ritiene grave l’atto compiuto dalla Rai di far saltare l’incontro previsto per giovedì 29 aprile, motivato dal “timore” che potessero proseguire le agitazioni spontanee dei lavoratori che hanno in questi giorni agitato Viale Mazzini.
In quell’occasione si sarebbe dovuto discutere del quantitativo del Premio di Risultato e non solo.
Le iniziative e le proteste dei lavoratori della Rai, culminate il giorno 23 aprile in una assemblea unitaria, con più di 500 persone presenti, aveva chiesto ai sindacati di spingere per una discussione col Direttore Generale sul Piano Industriale.
In quell’occasione i lavoratori si erano dichiarati più preoccupati per la gestione ed il futuro dell’azienda che per il pagamento del Pdr.
Slc/Cgil dichiara che il mancato pagamento del Premio è solo la punta dell’iceberg delle scelte sbagliate degli ultimi mesi.
Per questo è convocata un’altra assemblea generale, per richiedere all’azienda, insieme ai lavoratori riuniti in assemblea, di ripristinare l’incontro e porre le basi di un confronto che comprenda tutti gli argomenti più volte sollevati.
Nelle assemblee che si stanno svolgendo in queste ore, si decideranno le iniziative da intraprendere nel caso l’azienda non ripristini l’incontro, e nel caso le risposte non siano adeguate al momento complesso che vive la Rai.


Slc Cgil Nazionale


mercoledì 24 marzo 2010

Comunicato Segreteria naz. Slc Cgil (23.03.2010)



PER UNA RAI AL SERVIZIO DEL CITTADINO

La RAI versa in un grave degrado, sotto il profilo economico, tecnologico, ma soprattutto gestionale.

In una fase in cui la crisi finanziaria ha ridotto fortemente le entrate pubblicitarie, la RAI ha deciso di rinunciare al contratto con Sky, con una conseguente perdita in bilancio di circa 50 milioni di euro all’anno, senza rinunciare però nel contempo alla nomina di innumerevoli dirigenti, necessari per garantire una sudditanza alla politica, ma non strutturali ad una riorganizzazione del lavoro in azienda.

La sospensione delle trasmissioni di approfondimento durante la campagna elettorale, malgrado le recenti decisioni del TAR aprissero lo spazio per tornare su questa decisione, denota ulteriormente la subalternità di chi dirige il servizio pubblico televisivo al governo, che fa premio sulle ricadute economiche di tali scelte e sull’obbligo di pluralismo e completezza dell’informazione.

Il risanamento di bilancio, secondo uno studio di fattibilità fatto predisporre dalla RAI, ipotizza “cessioni di rami d’azienda” di diverse strutture interne, con esternalizzazioni di attività, che non garantiscono i contenimenti dei costi e conducono al sottoutilizzo e al deperimento delle professionalità interne.

Come lavoratori, siamo preoccupati che il risanamento della RAI, la cui chiave resta a nostro avviso il contenimento dei costi esterni e la piena utilizzazione dei lavoratori, possa invece essere fatto a danno dei dipendenti, in barba alla professionalità, alla competenza ed alla dedizione di chi ci lavora ogni giorno. O possa non esserci affatto.

Come cittadini, siamo preoccupati del fatto che la RAI stia abdicando al ruolo di servizio pubblico, in questo delicato contesto storico.

Chiediamo una svolta. Occorre cambiare la governance della Rai, sottraendola al controllo politico, definire in maniera distinta le responsabilità gestionali e quelle di indirizzo e di controllo.

Roma, 23 marzo 2010
La Segreteria nazionale SLC CGIL