SLC CGIL Nazionale

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lunedì 4 giugno 2012

Comunicato Segreteria Nazionali Slc Cgil - Fistel Cisl - Snater



SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTEL - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
SNATER Sindacato Nazionale Autonomo Telecomunicazioni e Radiotelevisioni



Roma, 24 maggio 2012         


Spett. le RAI Radiotelevisione italiana S.p.A.
Direttore Generale         

Direzione Risorse Umane
Relazioni Industriali e Sindacali

Spett. le
RAI WAY S.p.A.
Risorse Umane e Organizzazione

RAI CINEMA S.p.A.
Risorse Umane e Organizzazione

RAI Net S.p.A.
Risorse Umane e Organizzazione

Al Ministero delle Comunicazioni

Ministero dello Sviluppo Economico

Alla Commissione di Garanzia
per l’attuazione della legge sullo
sciopero dei servizi pubblici essenziali

Spett. le Presidenza del Consiglio dei Ministri
Autorità Competente ad emettere
l’Ordinanza ex art. 8


Trasm.  a m/fax                                                                                                                                       


OGGETTO:   atto di proclamazione di secondo sciopero per i giorni 5 e 6 giugno 2012

                     Le scriventi Organizzazioni Sindacali, avendo esperito in data 17 aprile con esito negativo le procedure di raffreddamento e conciliazione di cui all’art. 3 dell’accordo 22 novembre 2001 in materie di regolamentazione dei conflitti di lavoro e dell’esercizio del diritto di sciopero, applicativo della L. n. 146/90 e n. 83/2000, nel settore del servizio radiotelevisivo pubblico, avendo indetto un primo sciopero, con blocco dello straordinario e delle prestazioni accessorie dal giorno 7 maggio al 13 maggio e con astensione lavorativa dalle ore 19.00 alle ore 21.00 per il giorno 9 maggio,  nell’ambito della stessa vertenza, proclamano un secondo sciopero a livello nazionale per tutti i dipendenti RAI e del Gruppo RAI ( operai, impiegati e quadri) di 4 ore nell’ambito delle 48 ore -previste dal succitato accordo quale durata massima delle azioni di sciopero seguenti alla prima- così distribuite:
per il giorno 5 giugno 2012 con astensione dal lavoro dalle ore 19.00 alle ore 21.00
per il giorno 6 giugno 2012 con astensione dal lavoro dalle ore 13.00 alle ore 15.00
L’astensione è da intendersi su tutto il territorio nazionale, sedi centrali, distaccate e Centri Mobili  e comunque ove presente personale del gruppo RAI. con le seguenti motivazioni: contro l’applicazione del piano di Risanamento Economico Aziendale, contenuto nelle delibere del 29 novembre e 15 dicembre 2011; per il rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro per quadri, impiegati e operai dipendenti della Rai.
La presente comunicazione vale come preavviso minimo di 10 giorni ai sensi della Legge 83/2000 e precedenti.
                     Distinti saluti.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL                           FISTel CISL                     SNATER
A. De Luca                         W. D’AvacK                    P. Pellegrino

  

venerdì 23 dicembre 2011

22 dicembre: I lavoratori Rai si fermano per salvare il servizio pubblico

Piena riuscita dello sciopero indetto, per i lavoratori Rai, da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConfSal contro il progetto di smantellamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei.
Ancora non c’è un dato definitivo perché la protesta andrà avanti sino al termine delle 24 ore: infatti, saranno interessate dalla protesta tutte le trasmissioni serali. Risulta però già evidente che l’adesione è stata assolutamente massiccia, con punte quasi del 100% su settori fondamentali, esclusi i servizi minimi, con il conseguente fermo di tutte le trasmissioni in diretta, la messa in onda in formato ridotto dei telegiornali e modifica della programmazione di tutte le reti.
Nel corso della giornata si sono svolte numerose manifestazioni sotto sedi istituzionali e aziendali: a Roma, sotto viale Mazzini si sono concentrati circa 400 lavoratori, successivamente sotto il Ministero dell’Economia e Finanze si sono radunati 600 lavoratori che hanno manifestato sonoramente la loro convinta contrarietà a quanto deciso dai vertici aziendali. Nel corso di quest’ultimo presidio è stato presentata la richiesta per essere ricevuti. Nelle prossime ore le OO.SS. invieranno all’ufficio competente il materiale informativo di parte sindacale, con una ulteriore sollecitazione ad essere convocati, per poter esprimere con chiarezza i problemi presenti in Rai e le possibili soluzioni.
Questa giornata è la dimostrazione di quanto affermato nella discussione con l’azienda da parte delle organizzazioni sindacali. I lavoratori della Rai sono assolutamente contrari ad un Piano che: taglia settori strategici, impoverisce professionalità, rinuncia ad asset strategici, minando la struttura produttiva e ideativa del servizio pubblico. Risulta evidente che lo scontro verificatosi con il precedente Direttore Generale sugli stessi temi non è stato percepito dagli attuali vertici che, in totale continuità, hanno riproposto l’impoverimento dell’azienda invece di rilanciarne le capacità produttive ed economiche partendo dalla riduzione degli sprechi.
Oggi, mentre si svolgeva lo sciopero, è arrivata l’ulteriore notizia della probabile perdita di un programma fondamentale, sia dal punto di vista della sua funzione che da quello del ritorno economico. Infatti, Report di Milena Gabanelli, si sposterebbe a La7 per “un mancato accordo economico”. Questo rafforza l’idea, già espressa in diversi comunicati stampa dalle stesse sigle sindacali, che il Direttore Generale e l’intero Consiglio di Amministrazione debbono immediatamente rassegnare le dimissioni, a questo punto, non solo perché non in grado di svolgere la propria funzione, ma anche perché incompatibili con il tessuto aziendale.
Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind- Confsal, se questa manifestazione di dissenso non fosse sufficiente, a partire dalla seconda decina del mese di gennaio indiranno un referendum tra i lavoratori per richiedere le dimissioni dei vertici aziendali, così come hanno fatto i giornalisti nella precedente gestione. Tale documentazione, una volta raccolta, sarà consegnata all’azionista, il Ministero del Tesoro.
Per lanciare tale iniziativa, il giorno 11 gennaio, in mattinata, si svolgerà un coordinamento nazionale di tutti i rappresentanti sindacali dei lavoratori Rai d’Italia; successivamente, nel pomeriggio, si svolgerà un presidio sotto la sede Rai di Via Teulada, per manifestare e per condividere con i lavoratori il percorso. Queste due iniziative saranno precedute, il giorno 10, da una riunione di segreteria nazionale unitaria.
Le stesse organizzazioni intendono, per fine gennaio o l’inizio di febbraio, mettere in cantiere una grande iniziativa pubblica dove espliciteranno le loro proposte per il risanamento ed il rilancio della RAI BENE COMUNE.
Ovviamente, se l’azienda, invece di rispondere con atti concreti alla mobilitazione dei lavoratori, dovesse proseguire con suoi propositi, le stesse OO.SS. valuteranno quali ulteriori iniziative di lotta e mobilitazione mettere in campo, senza escludere la possibilità di procedere per vie legali contro coloro che hanno prodotto il dissesto del servizio pubblico.



martedì 22 novembre 2011

RAI comunicato incontro 22 novembre (Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind-Consal)


COMUNICATO STAMPA

Le organizzazioni sindacali dei dipendenti Rai hanno chiuso oggi negativamente il tentativo di conciliazione con la Direzione del Personale della Rai. Lo annuncia una nota di Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal.
L’azienda non è stata in grado, nonostante i giorni intercorsi dall’incontro col Direttore Generale, Lorenza Lei, di sciogliere nodi fondamentali per avviare una discussione sul risanamento e rilancio dell’azienda.
“Non si è riscontrata la disponibilità dei vertici aziendali a rimuovere definitivamente dal tavolo di trattativa la cessione di asset (Rai Way), l’esternalizzazione di settori e di personale, la riduzione del perimetro aziendale con perdita di capacità produttive, ideative, con il rischio di generare un esubero di personale. A ciò si aggiunge la volontà di realizzare il pareggio di bilancio attraverso l’azzeramento del rinnovo contrattuale (scaduto da 23 mesi), la mancata corresponsione del Premio di Risultato e di qualsiasi forma di incremento salariale, a fronte di una gestione allegra delle risorse, di scelte editoriali ed industriali discutibili nel corso dell’ultimo anno”.
Tutte le organizzazioni sindacali, prima di procedere alla dichiarazione di sciopero, si riuniranno presso la sede Rai di Via Teulada il 30 novembre, in un coordinamento nazionale unitario, al fine di determinare il percorso e le iniziative da intraprendere.
“Nei prossimi giorni Direttore Generale e Consiglio di Amministrazione, in riunione mercoledì 23 e giovedì 24 novembre, devono ripensare alle proprie scelte sul Piano di Risanamento: devono scegliere se aprire un periodo di conflitto in azienda o tentare di creare le condizioni per un Accordo che salvaguardi il servizio pubblico, con la sua capacità produttiva e ideativa, le professionalità e la dignità del lavoro, piuttosto che continuare a rispondere al potere dei partiti e ad interessi diversi rispetto al bene dell’azienda”.
Le stesse organizzazioni sindacali hanno indetto per il 24 novembre, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, un presidio a Viale Mazzini, per rendere chiaro al Consiglio di Amministrazione, riunito per deliberare proprio su questi importanti temi, che la Rai è dei lavoratori che la rendono la prima azienda culturale del paese e dei cittadini italiani che pagano il canone. Nessuno può sentirsi libero di smantellarla privandola delle sue risorse.

Roma, 22/11/2011

Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind-ConFsal

domenica 11 settembre 2011




SCIOPERO GENERALE


7 SETTEMBRE

in RAI

GRAZIE!

LA SLC CGIL ringrazia i lavoratori della RAI per il significativo risultato dello

SCIOPERO GENERALE.


Nonostante lo spostamento in avanti di 1 giorno della data dell’iniziativa, che ha garantito una buona visibilità delle 100 piazze, l’importante adesione ha prodotto rallentamenti sulla produzione, molti tg sono andati in forma ridotta e alcuni settori hanno scioperato massicciamente, segnale della grande sensibilità dei lavoratori per i temi presenti in finanziaria e di gradimento per la posizione di forte contrasto messa in campo dalla CGIL.

Ieri, nonostante tutto l’impegno della nostra organizzazione, la finanziaria è passata al senato con il voto di fiducia, questo non deve però scoraggiarci, la CGIL, dichiarazione della Segretaria Generale, continuerà la battaglia per il cambiamento di una manovra iniqua e depressiva. La CGIL contrasterà in ogni modo, ricorrendo anche alla Corte Costituzionale, l’art. 8 della finanziaria che cancella la struttura del diritto del lavoro nel nostro paese, esponendo i lavoratori al licenziamento senza giusta causa e svuotando completamente il Contratto Nazionale.



giovedì 8 settembre 2011



SCIOPERO GENERALE

7 SETTEMBRE

in RAI

GRAZIE
 
LA SLC CGIL ringrazia i lavoratori della RAI
 
per il significativo risultato dello
 
SCIOPERO GENERALE.
 


Nonostante lo spostamento in avanti di 1 giorno della data dell’iniziativa, che ha garantito una buona visibilità delle 100 piazze, l’importante adesione ha prodotto rallentamenti sulla produzione, molti tg sono andati in forma ridotta e alcuni settori hanno scioperato massicciamente, segnale della grande sensibilità dei lavoratori per i temi presenti in finanziaria e di gradimento per la posizione di forte contrasto messa in campo dalla CGIL.

Ieri, nonostante tutto l’impegno della nostra organizzazione, la finanziaria è passata al senato con il voto di fiducia, questo non deve però scoraggiarci, la CGIL, dichiarazione della Segretaria Generale, continuerà la battaglia per il cambiamento di una manovra iniqua e depressiva. La CGIL contrasterà in ogni modo, ricorrendo anche alla Corte Costituzionale, l’art. 8 della finanziaria che cancella la struttura del diritto del lavoro nel nostro paese, esponendo i lavoratori al licenziamento senza giusta causa e svuotando completamente il Contratto Nazionale.




 

lunedì 5 settembre 2011

SCIOPERO GENERALE

7 SETTEMBRE

INTERO TURNO PER I LAVORATORI RAI

 VERGOGNOSO: LIBERI DI LICENZIARE!!!


IL GOVERNO CON LE ULTIME MODIFICHE ALLA FINANZIARIA VUOLE CANCELLARE:
  • L’INTERO IMPIANTO NORMATIVO A TUTELA DEL LAVORO,
  • LO STATUTO DEI LAVORATORI,
  • L’ART. 18 CONTRO I LICENZIAMENTI SENZA GIUSTA CAUSA,
  • IL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO.

L’art. 8 della finanziaria demanda ai sindacati territoriali, purché rappresentativi, di regolamentare diritti indisponibili dei lavoratori in barba alle leggi e alla costituzione.
Per fare questo basterà trovare organizzazioni sindacali di comodo che, disponibili a sottoscrivere  deroghe, potranno determinare il destino di tutti i lavoratori.
La sola CGIL, tra i sindacati confederali, è contraria a questa controriforma. I lavoratori della Rai, insieme a tutti gli altri, debbono dire di un NO chiaro subito per arrestare questa norma che peggiora ad ogni passaggio parlamentare.


Di seguito pubblichiamo, senza commenti e nel suo pessimo percorso di discussione, il testo dell’art. 8. Partiamo da quello iniziale di Agosto, che già rappresentava una vergogna ma che ora, con il Governo che ha gettato la maschera, dimostra chiaramente l’obiettivo di Berlusconi e Sacconi. 

MISURE A SOSTEGNO DELL'OCCUPAZIONE (versione decreto al 12 Agosto 2011)
Art. 8
Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimita'

1) I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda possono realizzare  specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla  qualita' dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro  irregolare, agli incrementi di competitivita' e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attivita'. 
2) Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e  della produzione incluse quelle relative:
a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie;
b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale;
c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta' negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;
d) alla disciplina dell'orario di lavoro;
e) alle modalita' di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.

3) Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell'accordo interconfederale  del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unita' produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori. 

Emendamenti approvati il 4 Settembre 2011 dalla maggioranza di centro destra

PICHETTO FRATIN (PDL)
Al comma 1, dopo le parole "comparativamente più rappresentative sul piano nazionale" sono aggiunte le seguenti: "o territoriale" e le parole "ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda" sono sostituite dalle seguenti: "ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti compreso l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011".
PICHETTO FRATIN (PDL)

Dopo il comma 2 è inserito il seguente:
"2-bis. Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1 operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

IL RELATORE
Al comma 1, dopo le parole "possono realizzare specifiche intese" sono aggiunte le seguenti: "con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali,". 

TESTO APPROVATO al 5 Settembre 2011

Art. 8

Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimita'

1. I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti compreso l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 possono realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze sindacali finalizzate alla maggiore occupazione, alla  qualita' dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitivita' e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attivita'. 

2. Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e  della produzione incluse quelle relative:

a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie;

b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale;

c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta' negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;

d) alla disciplina dell'orario di lavoro;

e) alle modalita' di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle  conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio. 

3. Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell'accordo interconfederale  del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unità produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori. 

 VERGOGNOSO: LIBERI DI LICENZIARE!!!




giovedì 1 settembre 2011

Sciopero generale




 

SCIOPERO GENERALE
7 SETTEMBRE
INTERO TURNO PER I LAVORATORI RAI

                                                                                       

Per i lavoratori della Rai 2 giornate di impegno per dire   

il 6 settembre potranno favorire la piena riuscita delle manifestazioni territoriali con il loro mestiere. Le 100 piazze organizzate dalla CGIL, dovranno arrivare nelle case di tutti gli italiani proprio grazie al servizio pubblico.

  il 7 settembre astensione dal lavoro per tutto il giorno, perché:   

  • sono sempre gli stessi a pagare,
  • le grandi rendite pagano meno tasse dei redditi da lavoro e pensione,
  • i comuni, le province e le regioni con i tagli previsti potranno fornire sempre meno servizi,
  • si cancellano feste civili fondative del nostro paese e della nostra identità,
  • si vogliono mettere in campo provvedimenti per colpire le pensioni,
  • si colpiscono pesantemente i dipendenti pubblici,
  • non si fa nulla per recuperare l’evasione fiscale,
  • con l’art. 8 si cancellano diritti indisponibili, mettendo in discussione il reintegro per il licenziamento senza giusta causa ed il contratto nazionale,
  • si vuole svendere il patrimonio pubblico compresa la Rai.


venerdì 26 agosto 2011

Il Manifesto dello sciopero






Proclamazione Sciopero



Roma, 25 Agosto 2011

Spett.le RAI SpA - Direttore Generale

Direzione Relazioni Industriali - Relazioni Sindacali - Risorse Umane e Organizzazione

Viale Mazzini, 14 - 00195 ROMA

Segretariato Generale - Ministero delle Comunicazioni -

Viale America, 201 - 00144 ROMA

Alla Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero

nei servizi pubblici essenziali

Piazza del Gesù, 46 - 00186 ROMA


Oggetto: Adesione allo sciopero generale del 6 settembre 2011.

La scrivente Organizzazione Sindacale, in adesione allo sciopero generale di tutte le categorie proclamato dalla CGIL, con le motivazioni e secondo le modalità di cui ai documenti allegati, proclama per il giorno 7 settembre 2011 lo sciopero per l’intero turno di lavoro di tutto il personale del gruppo RAI.

La presente comunicazione vale come preavviso ai sensi della Legge 83/2000 e precedenti.

Trattandosi di adesione ad iniziativa confederale, si rileva che non sono applicabili per le categorie le norme relative alle procedure di raffreddamento e conciliazione.

Distinti saluti.

Il Segretario Generale

Emilio Miceli



La CGIL proclama lo Sciopero Generale


La CGIL proclama lo Sciopero Generale

CONTRO LA MANOVRA

Al via la mobilitazione della Confederazione contro la manovra di Ferragosto.

Raggiunte oltre 23mila firme a difesa delle feste del Lavoro, della Liberazione e

della Repubblica» Firma anche tu sul sito WWW.CGIL.IT


La Segreteria Confederale della CGIL, a conclusione della riunione dei segretari generali di categoria e territoriali sulla base del mandato ricevuto dal Direttivo nazionale dell'11 e 12 luglio, ha indetto per martedì 6 settembre (PER I LAVORATORI RAI MERCOLEDI 7 SETTEMBRE) uno SCIOPERO GENERALE INTERO TURNO contro (e per cambiare) la manovra iniqua e sbagliata del governo.
Prende il via in Commissione Bilancio del Senato l'esame della manovra economica che lo scorso 13 agosto ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento da oltre 45 miliardi che andrà a sommarsi ai 47 dell'intervento di luglio, per un impatto complessivo che supererà i 90 miliardi da qui al 2013 e che la CGIL, fin da subito, ha fortemente contrastato poichè ritiene essere nella forma “depressivo, socialmente iniquo, inefficace e antisindacale” e contro il quale ha rafforzato la sua mobilitazione, proclamando per martedì 6 settembre (PER I LAVORATORI RAI MERCOLEDI 7 SETTEMBRE) uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno.
Per la CGIL, la completa bocciatura della manovra sta nel fatto che con questo provvedimento si “condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale” per difendere invece “le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la base di consenso del Governo”.

In particolare per la CGIL la manovra “depressiva” e “socialmente iniqua”, perchè non viene  destinata alcuna risorsa nè alla crescita, nè all'occupazione, mentre i redditi e i consumi dei cittadini continuano a ridursi. Per la CGIL ad essere colpiti dal provvedimento sono, ancora una volta, i soggetti sociali più deboli: lavoratori, pensionati, famiglie, mentre si continua ad evitare di intervenire sull'evasione fiscale, sulle rendite finanziarie e sulle grandi ricchezze. Il decreto del 13 agosto oltre ad essere “inefficace” perchè, come spiega la CGIL, “non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, nè pone le basi per ridurre realmente il debito”, possiede “caratteri antisindacali” in quanto “pretende di cancellare per legge uno strumento di azione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro”.

La manovra di ferragosto prevede, infatti, che gli accordi aziendali possano regolare le condizioni di lavoro in deroga al CCNL e alle leggi anche in materia di licenziamento. Per la CGIL questa norma rappresenta un “nuovo gravissimo taglio ai diritti dei lavoratori”. E' proprio sull'articolo 8 del decreto ('misure a sostegno dell'occupazione') che la CGIL si sofferma nella lettera inviata a CISL e UIL, il 22 agosto scorso. Alle due Confederazioni la CGIL apre una serie di questioni: “L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?”, “Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate 'rappresentanze sindacali operanti in azienda', mina l’efficacia dell’articolo stesso?”, “Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?”.

Altra scelta contenuta nella manovra e fortemente criticata dalla CGIL è quella di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche, per la CGIL significa “colpire l'identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria”, rappresenta, prosegue “un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”. Per questo motivo la CGIL ha deciso di lanciare una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica. Raggiunte al momento oltre 23mila firme. E' possibile firmare la petizione sul sito della CGIL (www.cgil.it) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perchè l'identità ed il futuro dell'Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione.

Sciopero 7 settembre 2011



La più crudele stangata degli ultimi 50 anni

provocata dall’incapacità politica ed economica del

Governo

PER I LAVORATORI RAI

7 SETTEMBRE 2011

SCIOPERO GENERALE

INTERO TURNO

CONTRO LA MAXI STANGATA.

UNA MANOVRA

ECONOMICA DIVERSA E'

POSSIBILE

Sul sito della CGIL www.cgil.it

è disponibile la proposta CGIL in

versione PDF

Su youtube il presidio al Senato e la conferenza stampa a piazza Navona del 24 Agosto







martedì 23 agosto 2011

La CGIL proclama per il 6 settembre lo Sciopero Generale contro la manovra


Al via la mobilitazione della Confederazione contro la manovra di Ferragosto. Domani ore 9 presidio davanti al Senato. Prevista in piazza conferenza stampa con Susanna Camusso che illustrerà le proposte alternative della CGIL e le modalità dello Sciopero Generale. Raggiunte quasi 16mila firme a difesa delle feste del Lavoro, della Liberazione e della Repubblica

La Segreteria Confederale della CGIL, a conclusione della riunione dei segretari generali di categoria e territoriali sulla base del mandato ricevuto dal Direttivo nazionale dell'11 e 12 luglio, ha indetto per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno contro (e per cambiare) la manovra iniqua e sbagliata del governo.

Prende il via in Commissione Bilancio del Senato l'esame della manovra economica che lo scorso 13 agosto ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento da oltre 45 miliardi che andrà a sommarsi ai 47 dell'intervento di luglio, per un impatto complessivo che supererà i 90 miliardi da qui al 2013 e che la CGIL, fin da subito, ha fortemente contrastato poiché ritiene essere nella forma “depressivo, socialmente iniquo, innefficace e antisindacale” e contro il quale ha rafforzato la sua mobilitazione, proclamando per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno.

La protesta inizierà domani, 24 agosto alle ore 9, davanti alla sede del Senato con un presidio proclamato dalla Confederazione, al quale parteciperà, insieme ai componenti della Segreteria Nazionale, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. Prevista in piazza per le ore 11 la conferenza stampa della leader del sindacato di Corso Italia, la quale illustrerà  le proposte alternative della CGIL e le ragioni e le modalità dello Sciopero Generale promosso oggi. Come spiegato dalla CGIL, la completa bocciatura della manovra sta nel fatto che con questo provvedimento si “condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale” per difendere invece “le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la base di consenso del Governo”.
In particolare per la CGIL la manovra è “depressiva” e “socialmente iniqua”, perchè non viene destinata alcuna risorsa né alla crescita, né all'occupazione, mentre i redditi e i consumi dei cittadini continuano a ridursi. Per la CGIL ad essere colpiti dal provvedimento sono, ancora una volta, i soggetti sociali più deboli: lavoratori, pensionati, famiglie, mentre si continua ad evitare di intervenire sull'evasione fiscale, sulle rendite finanziarie e sulle grandi ricchezze. Il decreto del 13 agosto oltre ad essere “inefficace” perchè, come spiega la CGIL, “non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, né pone le basi per ridurre realmente il debito”, possiede “caratteri antisindacali” in quanto “pretende di cancellare per legge uno strumento di regolazione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro”.
La manovra di ferragosto prevede, infatti, che gli accordi aziendali possano regolare le condizioni di lavoro in deroga al CCNL e alle leggi anche in materia di licenziamento. Per la CGIL questa norma rappresenta un “nuovo gravissimo taglio ai diritti dei lavoratori”. E' proprio sull'articolo 8 del decreto ('misure a sostegno dell'occupazione') che la CGIL si sofferma nella lettera inviata a CISL e UIL, il 22 agosto scorso. Alle due Confederazioni la CGIL apre una serie di questioni: “L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?”, “Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate 'rappresentanze sindacali operanti in azienda', mina l’efficacia dell’articolo stesso?”, “Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?”.
Altra scelta contenuta nella manovra e fortemente criticata dalla CGIL è quella di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche, per la CGIL significa “colpire l'identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria”, rappresenta, prosegue “un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”. Per questo motivo la CGIL ha deciso di lanciare una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica. Raggiunte al momento quasi 16mila firme.  E' possibile firmare la petizione sul sito della CGIL (www.cgil.it) o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”.


 23/08/2011


mercoledì 4 maggio 2011

6 maggio 2011: sciopero



SCIOPERO GENERALE CGIL

6 MAGGIO

Intero turno per i lavoratori della Rai

  • per uscire dalla crisi: difendere il lavoro, estendere gli ammortizzatori sociali, promuovere la buona occupazione, investire in opere pubbliche, in innovazione e ricerca; sviluppare la qualità della scuola e dell’università; investire nella cultura, valorizzare il patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale del paese; portare il sistema industriale verso settori e prodotti sostenibili ad alto valore tecnologico e di conoscenza; sradicare la precarietà, tornare alla buona occupazione anche per i giovani, definire un piano occupazionale.
  • Per un fisco equo: lotta all’evasione, tassazione più leggera per lavoratori e pensionati, più pesante su transazioni speculative, rendite e grandi ricchezze.
  • Per il Welfare: rifinanziare adeguatamente il servizio sanitario nazionale, garantire agli enti locali risorse per i diritti sociali.
  • Per una scelta democratica: definire regole certe per la valutazione vincolante degli accordi e dei contratti da parte dei lavoratori, misurare la rappresentatività sindacale sulla base degli iscritti e dei voti ricevuti nelle elezioni delle Rsu.
“ci diranno che è uno sciopero politico e vorremmo dirgli: provate a ripensare cosa vuol dire politica  perché ci pare che per voi quella parola non abbia più senso”.  “Ci diranno che faremo un danno durante la crisi, facendo perdere ore di lavoro. Vorremmo dirgli anche qui: guardino loro i danni che stanno facendo a questo Paese”. “Ci diranno che ci sono sindacati responsabili e chi si oppone a prescindere. Anche qui vorremmo dirgli che la rassegnazione non ha mai portato bene a nessuno''. E la responsabilità della CGIL “è esattamente quella di aver scelto lo sciopero generale perché è lo strumento con cui i lavoratori possono dire che cambiare si può. Il 6 maggio svuoteremo i luoghi di lavoro: sarà una grande giornata perché è sempre una grande giornata per questo Paese quando il lavoro prende la scena”
 Susanna Camusso



martedì 7 dicembre 2010


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Comunicato SAI SLC (7.12.2010)





“Il mondo della cultura, del cinema e della televisione” esprimono solidarietà ai lavoratori della Rai.
MANIFESTAZIONE VENERDI’ 10 DICEMBRE 2010
DALLE 11 ALLE 15
VIALE MAZZINI, 14 - ROMA


La Rai attraverso la sua opera di diffusione e di finanziamento ha in questi anni aiutato le produzioni cinematografiche, consentendo la realizzazione di prodotti indipendenti e di qualità.

La Rai ha consentito a tanti italiani di conoscere le diverse realtà regionali, ed ha sostenuto il cinema italiano e europeo d’autore.

La Rai, attraverso lo strumento televisivo e radiofonico, per tanto tempo è stata capace di trasmettere prodotti di qualità, oggi purtroppo relegati ai margini dei palinsesti, mentre le produzioni sono, sempre più frequentemente, delocalizzate.

Il SAI, pertanto, esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori Rai che negli anni hanno contribuito ad una effettiva crescita culturale e civile del Paese, oggi pesantemente messa in discussione.

La perdita di un patrimonio, la perdita di capacità ideative e produttive di questa importanza, è inaccettabile.

Lo è al pari dei tagli alla cultura, alla scuola, all’università e alla ricerca, tutti simboli di un declino che va respinto.
Roma, 7 dicembre 2010
SAI SLC CGIL


venerdì 26 novembre 2010

Volantone manifestazione nazionale 10.12.2010

10 dicembre 2010
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI RAI
  •  NO AD UN PIANO INDUSTRIALE CHE IMPOVERISCE LA PIU’ GRANDE AZIENDA CULTURALE DEL PAESE.
  • NO ALLE CESSIONI DI ASSET AZIENDALI
  • NO ALLA ESTERNALIZZAZIONE DEL LAVORO
  • NO AI CONSEGUENTI ESUBERI DI PERSONALE.
Per questo le organizzazioni sindacali SLC CGIL, UILCOM UIL, UGL TLC, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL, rappresentative degli operai, impiegati e quadri della Rai, hanno organizzato nella giornata dello SCIOPERO GENERALE DELLA RAI, LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE SOTTO la SEDE RAI di VIALE MAZZINI.
Allo SCIOPERO GENERALE ha aderito, per esprimere solidarietà ai dipendenti e la propria contrarietà al Piano Industriale, anche l’USIGRAI, sindacato dei giornalisti Rai.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE , ROMA, 10 DICEMBRE
VIALE MAZZINI, DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 14.00
Lavoratori dell’Orchestra Nazionale della Rai si esibiranno durante l’iniziativa
I cittadini e tutti coloro che parteciperanno potranno comprendere, anche attraverso le testimonianze, quanto la Rai sia complessa, quanto il lavoro in Rai sia professionalizzato, diversificato e specializzato e non sempre giustamente retribuito.
Gli sprechi, la cattiva gestione, i favori ai potenti che sono la malattia del servizio pubblico all’italiana, con cui tanti identificano “La Rai”, sono anche un danno per il lavoro.
Per questo i sindacati stanno chiedendo da mesi un tavolo di confronto che superi l’impianto dell’attuale Piano Industriale (strumento che impoverisce ancor di più la qualità del lavoro per mantenere inalterata la gestione clientelare) al fine di sviluppare una Piattaforma che comprenda la riduzione dei costi, degli sprechi, dei provvedimenti sbagliati, e che rilanci gli investimenti, la formazione e l’attenzione alla qualità del lavoro, con il mantenimento della Rai di proprietà pubblica provvista di tutti i suoi asset e le sue peculiarità.
La Rai è informazione ed è CULTURA. Registi, tecnici, montatori, autori, impiegati, tutti i dipendenti della Rai ogni giorno creano, inventano, assemblano e sviluppano contenuti che dal 1954 hanno costituito per molti italiani un processo formativo garantito dallo stato.
Tutto questo noi lo vogliamo tutelare, preservare, sviluppare…

mercoledì 17 novembre 2010

Volantino dello sciopero del 10 dicembre 2010

SCIOPERO NAZIONALE RAI

10 dicembre 2010

  •  NO AD UN PIANO INDUSTRIALE CHE IMPOVERISCE LA PIU’ GRANDE AZIENDA CULTURALE DEL PAESE.
  • NO ALLE CESSIONI DI ASSET AZIENDALI
  • NO ALLA ESTERNALIZZAZIONE DEL LAVORO
  • NO AI CONSEGUENTI ESUBERI DI PERSONALE.

Le lavoratrici ed i lavoratori della Rai sono preoccupati per il loro lavoro e per il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo.

PER QUESTO IL 10 DICEMBRE SCIOPERERANNO PER L’INTERO TURNO DI LAVORO

Il Piano Industriale presentato dal Direttore Generale e approvato dal Consiglio di Amministrazione non da nessuna prospettiva di rilancio, parla di tagli, di riduzioni, di perdita di capacità produttive. Non finalizza i sacrifici, fatti anche in questi ultimi anni dai lavoratori, per il rilancio della Tv di qualità.
I Sindacati hanno provato a proporre la riduzione degli sprechi, la riduzione dei sovrabbondanti appalti e consulenze, ma il Piano Industriale insiste solo sullo smembramento dell’Azienda, sulla cessione dei suoi asset strategici, sul costo del lavoro del Contratto degli impiegati, operai e quadri, di tutte le professionalità che hanno contribuito a fare grande il servizio pubblico.
In più la crisi del mercato e la consequenziale caduta degli introiti pubblicitari, la pessima gestione dei vertici, stanno ponendo la Rai su una via di declino. Per questo i sindacati, nel tempo, hanno contestato scelte anche di carattere editoriale, figlie di spinte partitiche più che di interesse culturale, industriale ed economico.
Non si può dimenticare il ruolo del servizio pubblico nel paese: raggiungere le case degli italiani su tutto l’articolato territorio nazionale ed i molti italiani all’estero fornendo informazione e cultura, aiutando le imprese private del settore e le produzioni indipendenti e d’autore, ponendo anche attenzione alla programmazione dedicata ai bambini, agli anziani, ai disabili e a tutte le minoranze del nostro Paese.
Tutte queste funzioni, proprie della Tv e Radio Pubblica di un paese democratico e civile, possono esistere se la Rai esiste.
La condizione del lavoro, la dignità del lavoro tutelato costituisce un elemento di sicurezza per rendere libero ed indipendente il servizio pubblico radiotelevisivo.
I lavoratori sono disposti, come lo sono sempre stati, a fare sacrifici solo a fronte di una equa distribuzione dell’impegno e della garanzia del rilancio aziendale.
I vertici aziendali si sono dimostrati pessimi interlocutori, non in grado di pianificare con le parti sociali l’uscita dalla crisi. Per tutto questo il 10 dicembre Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Tlc, Snater, Libersind-ConFsal hanno deciso di indire uno SCIOPERO NAZIONALE, con MANIFESTAZIONE NAZIONALE sotto la sede Rai di Viale Mazzini.



giovedì 15 luglio 2010

Volantino sciopero 19 luglio



Il 19 luglio presidi territoriale e manifestazione nazionale, concentramento sede Rai, Via Cernaia (To), ore 10.00


La Rai sei TU, tu e tu…siamo tutti noi

Quando hanno chiuso i ponti mobili di Bologna
Sono rimasto in silenzio e non ho scioperato perché non ero uno di loro
Quando hanno esternalizzato il trucco, parrucco e costumi
Sono rimasto in silenzio e non ho protestato perché non li conoscevo
Quando hanno esternalizzato i servizi Ict, amministrazione e abbonamenti
Sono rimasto in silenzio e ho fatto gli straordinari perché non ero in quel settore
Quando hanno appaltato tutto il lavoro delle esterne
Sono rimasto in silenzio perché loro guadagnavano più di me
Quando hanno svenduto le torri trasmittenti e il lavoro dei miei colleghi di RaiWay
Sono rimasto in silenzio perché non mi riguardava
Quando hanno mandato via me,
non c'era più nessuno che potesse protestare, manifestare, scioperare con me per difendermi.

TU NON GIRARE LA TESTA
PROTESTA
MANIFESTA
SCIOPERA
PERCHE’ LA RAI SEI TU, LA RAI SIAMO TUTTI NOI!!!

Non accettiamo lo svuotamento dell’azienda, non accettiamo il declino del servizio pubblico radio televisivo.
La difesa del lavoro in Rai e anche la difesa della libertà di espressione e di informazione.


NO A TUTTE LE ESTERNALIZZAZIONI,
NO ALLA CESSIONI DI ATTIVITA’ PRODUTTIVE,
NO ALL’IMPOVERIMENTO DELLE PROFESSIONALITA’
NO AL RIDIMENSIONAMENTO DELLA CAPACITA’ PRODUTTIVA RAI,
NO ALLA RIDUZIONE DEI SALARI,
NO ALLA PRECARIETA’ ISTITUZIONALIZZATA,
NO AL PIANO INDUSTRIALE RAIcida

Tagliano sugli stipendi e sui lavoratori Rai per mantenere:
􀀹 compensi d’oro per conduttori e consulenti,
􀀹 appalti inutili,
􀀹 l’acquisto di format onerosi,
􀀹 il proliferare di incarichi dirigenziali pletorici.


NO AL PIANO INDUSTRIALE RAIcida

IL 19 LUGLIO DI LA TUA, SCIOPERIAMO



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