SLC CGIL Nazionale

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martedì 12 aprile 2011

Comunicato Segreterie nazionali Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind Confsal (12.04.2011)


COMUNICATO
Incontro con on. RAO (UDC e Commissione Parlamentare di Vigilanza)

Nell’ambito delle iniziative messe in atto dalle OO.SS SLC-CGIL, UILCOM-UIL, UGL Telecomunicazioni, SNATER e LIBERSIND Confsal, le Segreterie Nazionali nel pomeriggio di ieri, 11 aprile 2011, hanno incontrato l’On. Rao, rappresentante del Gruppo Parlamentare dell’UDC alla Camera dei Deputati e componente della Commissione di Vigilanza sulla RAI, al quale hanno illustrato la situazione complessiva della RAI e in particolare di RAI WAY alla luce delle previsioni del Piano Industriale.
Sul tema specifico, prospettata vendita degli assett di RAI WAY (impianti e “personale addetto alla manutenzione”), sono stati forniti dati ed elementi a dimostrazione dell’assoluta negatività dell’operazione evidenziando che se anche la cessione nell’immediato potrebbe portare ad un ripianamento del bilancio prevedibilmente, nell’arco di un triennio, porterebbe ad sensibile un aumento dei costi con un conseguente indebitamento derivante dalle attività, assolutamente indispensabili e fondamentali per la RAI, collegate alla diffusione del segnale agli utenti della concessionaria del Servizio Pubblico.
Unica vera conseguenza, condivisa dall’on Rao, sarebbe l’indebolimento della RAI nel futuro immediato e l’impossibilità per RAI WAY di competere nel mercato delle Telecomunicazioni in costante sviluppo.
Infatti, grazie alla proprietà degli impianti, Rai Way ha chiuso il bilancio 2010 in attivo, così come sempre avvenuto dal 2001 data della costituzione in società , di oltre 22 milioni di euro.
L’On. Rao, dopo il confronto con le organizzazioni sindacali, rafforzato nella sua consapevolezza che l’operazione di vendita avrebbe pesanti e negative ricadute non solo per RAI WAY ma soprattutto per l’intero gruppo RAI, ha confermato la massima disponibilità ad avviare un’opera di sensibilizzazione delle altre forze politiche al fine di costituire un fronte sempre più ampio a tutela degli interessi della RAI e del Servizio Pubblico radiotelevisivo confermando inoltre il suo interessamento nel ricercare una soluzione sul recupero dell’evasione del pagamento del canone.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL UILCOM-UIL UGL-Telecomunicazioni SNATER LIBERSIND Confsal


sabato 26 febbraio 2011

Comunicato incontro 22-23 feb 2011 (Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind Confsal)



COMUNICATO

Il 22 ed il 23 febbraio le scriventi OO.SS. hanno incontrato la Rai per discutere del Piano Industriale, del Contratto Nazionale di Lavoro, della stabilizzazione dei precari.

Tale incontro, che nasceva dalle richieste sindacali espresse con forza nello sciopero generale del 10 dicembre 2010, non ha portato al risultato auspicato.

Si è sancita l’interruzione della trattativa, in quanto, a fronte di una piena disponibilità sindacale, è venuta meno qualsiasi apertura aziendale.

Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConfSal, non hanno ritenuto possibile proseguire nella discussione sui presupposti che l’azienda ha posto in essere, primo tra tutti un risparmio di circa 35/40 milioni di euro da mettere in campo con tagli su Contratto, Premio di Risultato, Istituti Contrattuali a fronte della rinuncia solo parziale delle esternalizzazioni.

Dalla discussione avuta in una riunione di ristretta (segreterie nazionali e azienda), in cui non sono stati approfonditi i molti temi di merito, è risultato evidente che, nonostante la volontà delle OO.SS. di ricercare soluzioni di risparmio (da ripartire equamente tra le varie realtà aziendali), non vi è stata la disponibilità aziendale per il ritiro della “cessione dell’asset infrastrutturale delle stazioni trasmittenti”, comprensivo dei lavoratori che di questi impianti si occupano. Questo alla luce della determinazione, presente nelle Linee Guida del Piano Industriale, dei vertici aziendali che hanno demandato ai Ministeri dell’Economie e Finanze e dello Sviluppo Economico (Comunicazione) la scelta della cessione degli impianti trasmittenti di Rai Way.
Tale procedura esautorando di fatto il tavolo sindacale, degli elementi necessari per salvaguardare il lavoro oltre che il perimetro produttivo, non ha permesso l’avvio della discussione, che va detto, già per la sua complessità risultava di difficile compimento.

L’azienda ha chiarito che non vi è ancora, da parte dei Ministeri, la determinazione di acconsentire al progetto presentato dal Direttore Generale e dal CDA Rai. Di contro, tale iter, che non potrà essere breve per i suoi presupposti di complessità, immobilizza l’azienda, bloccando, di fatto, la possibilità di discutere e realizzare un Piano Industriale che, se modificato da un accordo avanzato con le OO.SS., possa creare le condizioni per il rilancio della Rai.

Per quanto detto rimane forte la preoccupazione per il futuro dell’azienda, per tutti quei lavoratori che, nel Piano Industriale, vedono a rischio il proprio posto di lavoro o la propria stabilità lavorativa.

Le OO.SS. ribadiscono che lo scellerato progetto industriale che vede la riduzione del perimetro aziendale, la dismissione di importanti asset, l’esternalizzazione di aree produttive importanti non può essere la risposta ad una crisi finanziaria e gestionale.

La volontà sindacale di ricercare un giusto equilibrio tra il risparmio e l’adeguato riconoscimento del lavoro, divengono inefficaci se, da parte aziendale, manca la capacità e la volontà di produrre un equa distribuzione dello sforzo.
La sensazione è che si continui a perseguire l’ormai collaudato rituale: regalare appalti e consulenze milionarie, finanziare progetti privi di un reale valore di servizio pubblico o anche semplicemente commerciale, per giunta tentando di enfatizzare delle azzardate vie di uscita che, essendo dei palliativi, non fanno altro che spostare nel tempo il tracollo.

È chiaro che con l’interruzione da parte delle scriventi OO.SS. del tavolo di trattative, un tavolo che per stessa ammissione dell’azienda non è in grado di determinare su questioni fondamentali per la Rai (come il futuro di Rai Way), si dovrà dare vita ad una profonda riflessione.
È sempre più chiaro che per ricercare delle risposte esaustive, ed un confronto adeguato alla gravità del momento, dovranno essere investiti dalle iniziative sindacali direttamente i vertici aziendali e le Istituzioni: Commissione di Vigilanza Rai e Ministeri (questi ultimi competenti nelle loro qualità di organi di indirizzo e di controllo del Servizio Pubblico Radiotelevisivo).
Già in questi giorni si sono raccolte delle firme a sostegno di una lettera da inviare al Ministro Romani, spiegando le ragioni della contrarietà dei lavoratori di RaiWay alla Cessione dell’asset.
La lettera aperta al Ministro sarà spedita a testate nazionali per la sua pubblicazione, l’intenzione è anche quella di volantinarla sotto al Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia per poi consegnarla con le firme allegate ai Ministri.

Alla luce di quanto detto, le scriventi per valutare e sviluppare ulteriori iniziative hanno indetto per il 2 marzo il Coordinamento Nazionale Unitario. In quell’occasione si individueranno le determinazioni con cui affrontare il complesso percorso.


Roma, 25 febbraio 2011

Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind-ConfSal


mercoledì 9 febbraio 2011

Comunicato Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind Confsal (9.2.2011)



COMUNICATO

RAI EDUCATIONAL TERRA DI NESSUNO

Le scriventi OO.SS. ritengono doveroso scendere in campo a sostegno dei lavoratori di RAI EDUCATIONAL nel denunciare la insostenibile situazione organizzativa e gestionale in cui versa il settore e che si prolunga da troppo tempo.

Dopo il pensionamento dell’ultimo Direttore, avvenuto a maggio dello scorso anno, l’azienda non ha provveduto a nominare il nuovo responsabile, lasciando da quel momento RAI EDUCATIONAL in uno stato di limbo e di perenne conflitto tra pretendenti, che ha portato e porta questa realtà aziendale verso il progressivo svilimento.

La situazione è ormai allo sbando:

Al personale interno vengono sottratte le legittime attività lavorative per favorire la proliferazione dei collaboratori esterni, i quali, spesso in trasferta a spese RAI realizzano un prodotto del valore tutto da verificare in rapporto ai costi elevati.

Il personale interno, demansionato e mortificato da questo andazzo, quando chiede di essere spostato presso altre direzioni, viene bloccato in attesa di fantomatiche sostituzioni.

Da questo vuoto direzionale trae grande “beneficio” la struttura “RAI per i 150 anni dell’unità d’Italia” che approfitta alla grande della “terra di nessuno” per piazzarsi logisticamente meglio che si può e meglio del personale interno e per sfornare contratti di collaborazione a chi vuole o a chi gli suggeriscono.

SLC CGIL UILCOM UIL UGL Telecomunicazioni SNATER LIBERSIND CONFSAL chiedono pertanto un incontro urgente alla RAI al fine di verificare quali provvedimenti si intendono adottare per risolvere quanto denunciato.
Roma 09 febbraio 2011

Segreterie Nazionali 

SLC-CGIL UILCOM-UIL UGL Telecomunicazioni- SNATER- LIBERSIND CONFSAL


venerdì 4 febbraio 2011

Comunicato black-out Rai Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind Confsal (4.2.2011)


BLACK OUT ELETTRICO:
SERVONO INVESTIMENTI E ORGANICO NEI SERVIZI TECNOLOGICI

Lunedì mattina si è consumato l’ennesimo sfregio all’immagine aziendale, quando un black-out della centrale elettrica di Teulada ha provocato l’assenza di erogazione di energia in tutto il cespite: spenti gli studi, spenti i server aziendali, bloccati i servizi intranet e la posta elettronica aziendale, oltre che tutti i siti internet Rai, gravi ripercussioni per un’ora e più sul digitale terrestre.
Pur essendo stata individuata la causa del malfunzionamento, non è ancora chiara la dinamica dei fatti, in quanto il mancato supporto dei gruppi di emergenza (entrati in azione ma senza effetto per una serie di carenze già segnalate dai Colleghi e mai affrontate seriamente dall’azienda) ha appesantito il danno. Ricordiamo che la manutenzione ordinaria è affidata da tempo a ditte esterne. Da anni l’azienda tenta l’esternalizzazione dell’intero servizio (a partire dalla DEAR), scelta più volte criticata dai Sindacati, provocando una forte carenza di investimenti in apparecchiature, infrastrutture e personale. Quanto successo è la riprova dell’errore grave di valutazione che portò due anni fa alcuni dirigenti a dichiarare che il servizio era buono e non presentava carenze e pericolosi deficit.
Inoltre risulta evidente l’importanza di ascoltare il personale interno ed affidarsi alla sua esperienza e dedizione dimostrata ancora una volta in questa emergenza annunciata (chi era in servizio è rimasto per più di 12 ore).
Quanto accaduto è causa della mancanza di programmazione in investimenti determinanti per il funzionamento dell’azienda, questo negli ultimi anni ed ancora più pesante nel piano industriale 2010-2012, è un segnale chiaro di quanto sia miope affidare all’esterno servizi vitali per il funzionamento della RAI (la società che gestisce non lo farà per beneficenza, due sono i modi: pagare poco il personale scarsamente qualificato e ridurre gli interventi di manutenzione del sistema).
Lo stesso comunicato diramato dalla Rai è il segno inequivoco di un modo raffazzonato di gestire e dire le cose. La Rai non può essere esposta al pubblico ludibrio, non può continuare a pagare con la propria immagine l’incompetenza di chi la gestisce per delle incaute scelte politiche.
Dalle OO.SS va un plauso ai lavoratori che con la loro professionalità hanno ridotto al minimo il disservizio, ciò che non sarebbe stato in presenza della conduzione in appalto della centrale.

SLC CGIL - UILCOM UIL - UGL TELECOMUNICAZIONI - SNATER - LIBERSIND CONFSAL