SLC CGIL Nazionale

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venerdì 16 marzo 2012

Comunicato Stampa (16.3.2012)



Rai: sindacati, pareggio di bilancio della 2011 ottenuto con il blocco degli stipendi dei dipendenti e degli investimenti tecnologici

“Riteniamo doveroso rispondere a quanto dichiarato dal Direttore Generale, Lorenza Lei, a Il Sole 24 Ore, il 14 marzo – annuncia una nota di Slc Cgil, Fistel Cisl e Snater.

“Leggendo ciò che dichiara nell’intervista, la dott.ssa Lei sembra sposare le posizioni dei sindacati ufficialmente presentate in Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai negli ultimi due anni, sembra dare ragione alle motivazioni che hanno dato vita ai due recenti scioperi generali dei lavoratori Rai, indetti per contrastare il Piano Industriale 2010/2012 di Masi e poi il Piano di Risanamento varato dalla Lei stessa nel 2011.
Contrariamente a quanto il D.G. dichiara nell’articolo, tutte le delibere attuative individuano elementi di contenimento di costo attraverso l’esternalizzazione di settori strategici, la riduzione di personale e delle risorse economiche per mantenere la produzione interna, la cessione degli impianti trasmittenti di Rai Way, la chiusura di Rai Internazionale e Rai Med, la riduzione dei finanziamenti per le Sedi regionali che svolgono una funzione fondamentale verso le minoranze linguistiche, la chiusura di molti uffici di corrispondenza e la cessazione di Rai Corporation.”

“Certamente, per le scriventi, non potrà essere la produzione interna di una o due fiction, peraltro ancora sulla carta, a dare il segnale concreto della riduzione dei costi e dell’internalizzazione del lavoro, visto che proprio il piano di risanamento produrrà l’inevitabile aumento degli appalti di produzione e manterrà a pieno l’acquisto di format per tutta la parte ideativa ed editoriale – prosegue la nota. Proprio in questi giorni, dopo 27 mesi di scadenza del Contratto Collettivo degli operai, impiegati e quadri della Rai, circa 12.000 lavoratori tra tempi indeterminati e tempi determinati, sta naufragando un possibile Accordo tra sindacati e Rai. Visto il modo in cui sta fallendo l'ennesimo tentativo, e viste le trionfanti dichiarazioni di pareggio di bilancio, e' evidente che le due cose siano inevitabilmente correlate.”

"La Rai infatti – continuano i sindacati - evitando di accantonare in bilancio i valori economici per i 27 mesi trascorsi dalla scadenza del contratto di lavoro e dei premi di risultato, come fanno tutte le aziende private e pubbliche sane, sta mantenendo in cassa proprio gli 80 milioni di euro che le stanno consentendo di chiudere in pareggio il bilancio."

"All'intervista sul bilancio e sullo stato della Rai, si aggiungono una serie di iniziative mediatiche del DG in vista di una eventuale riconferma dell'incarico. Sarebbe invece il caso che i media verificassero direttamente il clima che c'è tra i dipendenti Rai e cosa pensano le donne della Rai del loro Direttore Generale.

“Slc Cgil, Fistel CISL e Snater hanno aperto le procedure per lo sciopero per il mancato rinnovo contrattuale e per respingere alcune delibere che tendono a smantellare settori produttivi dell'azienda, tra cui le riprese esterne, Rai Internazionale, Rai Med, e gli uffici di corrispondenza. Le organizzazioni sindacali avvieranno, nei prossimi giorni, un percorso assembleare in tutta Italia, e procederanno ad un referendum tra i lavoratori chiedendo un giudizio sull'operato del Direttore Generale Lorenza Lei, dell'intero Consiglio di Amministrazione e del management aziendale, giudicati responsabili di una gestione che sta portando la Rai ad un punto di non ritorno.”



mercoledì 7 marzo 2012

Comunicato stampa (7.3.2012)



COMUNICATO STAMPA


Rai: Slc Cgil, azienda organizza convegno su pari opportunità mentre danneggia lavoratrici madri

L'iniziativa di oggi dal titolo: UNO SGUARDO DIVERSO - Le donne e la Rai, due mondi complessi a confronto, che si sta svolgendo a Roma nella sala degli Arazzi a Viale Mazzini, non si può compiutamente affermare essere stata promossa ed organizzata dalla Commissione Pari Opportunità Rai.

Slc Cgil, ne' le altre sigle sindacali da quanto si deduce dallo stesso materiale informativo prodotto, e' stata interpellata e coinvolta nella organizzazione del convegno. Eppure la Commissione e' composta paritariamente sia da parte sindacale che aziendale!

Una situazione ancor più spiacevole, dato il parterre dei relatori, alla luce di quanto recentemente emerso, con la denuncia della esistenza della clausola sulla maternità delle lavoratrici precarie assunte con partita IVA.

Sarebbe interessante se in quel consesso, che non dovrebbe essere un palcoscenico ove ricostruirsi una credibilità ormai sfumata, il Direttore Generale, sempre in tema di maternità, si impegnasse a modificare definitivamente una scelta unilaterale dell'azienda, che in forza di una lettura capziosa dell'Accordo sottoscritto il 29 luglio 2011 sulla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, esclude le lavoratrici a tempo determinato divenute madri nel corso del contratto dal conteggio delle giornate necessarie per raggiungere il diritto alla stabilizzazione a tempo indeterminato, discriminando di fatto coloro che scelgono, da precarie, di divenire madri.

Roma, 7 marzo 2012

giovedì 12 gennaio 2012

Comunicato Stampa (12.01.2012)


SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTEL - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM – UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
UGL – Telecomunicazioni Unione Generale Lavoro - Telecomunicazioni
SNATER Sindacato Nazionale Autonomo Telecomunicazioni e Radiotelevisioni
LIBERSIND. CONF. SAL Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori
_______________________________________________________________________________


RAI: SINDACATI, AL VIA REFERENDUM PER SFIDUCIARE IL CDA E DIRETTORE GENERALE

Slc Cgil, Fistel CISL, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, riuniti nel coordinamento nazionale dei delegati Rai, hanno deciso di proseguire le iniziative di mobilitazione.

Durante le recenti festività si sono concretizzati i primi effetti del Piano di "risanamento" dei vertici aziendali: la chiusura di Rai Corporation con il preavviso di licenziamento per 40 lavoratori della sede di New York, la chiusura degli uffici di corrispondenza di Mosca e Montevideo con ulteriori 8 licenziamenti, oltre alla chiusura di Rai internazionale con la difficoltà di ricollocazione di 90 lavoratori. Questa è stata la risposta conflittuale dell'azienda all'enorme partecipazione allo sciopero del 22 dicembre!

Ciò conferma ancora una volta l'inadeguatezza dei vertici aziendali che, totalmente sordi alle proposte e alle proteste sindacali, proseguono nell'applicazione del Piano Industriale Masi 2010/2012, in pieno spregio della funzione di servizio pubblico della Rai.

Non è bastato al CdA determinare la perdita di programmi fondamentali dal punto di vista qualitativo ed economico, il non aver intaccato né le clientele né gli sprechi che si realizzano soprattutto attraverso appalti e consulenze. Il management persevera nell'intento di ridurre la capacità produttiva e ideativa dell'azienda, desideroso di fare cassa vendendo asset strategici, quali le torri trasmittenti, e abbandonando spazi di mercato fondamentali per realizzare una operazione contabile di breve respiro. Ne è ulteriore segnale la mortificazione degli investimenti e del personale, condizione che inevitabilmente la Rai pagherà a partire dal 2012.

Contro queste scelte, oltre tutte le iniziative già annunciate, che culmineranno a febbraio con una grande assemblea pubblica, si è deciso concretamente, attraverso un referendum di tutti i lavoratori Rai, di sfiduciare i vertici aziendali che hanno dimostrato di non avere alcuna sintonia con il tessuto aziendale, e che, anche se in alcuni casi provengono dalla stessa Rai, determinano il proprio agire in funzione di interessi che nulla hanno a che fare con la Rai e con la funzione di servizio pubblico.

Per questo dal mese di gennaio si predisporranno banchetti e presidi in tutte le sedi Rai per consentire ai lavoratori di rispondere al quesito referendario. L'esito della consultazione sarà reso pubblico attraverso una conferenza stampa, e sarà consegnato al Ministro dell'Economia Tesoro e Finanze, per la sua funzione di azionista unico della Rai.

Roma,12 gennaio 2012


martedì 10 gennaio 2012

Comunicato Stampa (10.01.2012)


La Rai: trasformare una preoccupazione in una risorsa

Le Organizzazioni sindacali, dopo il grande risultato dello sciopero generale del 22 dicembre indetto contro il Piano di ridimensionamento deliberato dai vertici aziendali per rispondere alle difficoltà economiche, annunciano un PRESIDIO dei Lavoratori, per mercoledì 11 gennaio con inizio alle 16.30, sotto la sede Rai di via Teulada 66 a Roma.

La protesta sarà organizzata da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, contro le scelte aziendali e per rispondere ai loro primi effetti (chiusura di Rai Corporation e preavviso di licenziamento dei 40 Lavoratori). Il Presidio sarà il luogo in cui annunciare ulteriori iniziative, che saranno deliberate nel corso del Coordinamento Nazionale che si terrà nella mattinata dell’11 gennaio, iniziative dirette alla politica, alle istituzioni ed i vertici aziendali.

E’ intenzione dei Sindacati organizzare nei prossimi giorni una conferenza stampa, in cui rendere pubbliche tali iniziative, evidenziando il percorso che culminerà con una grande ASSEMBLEA PUBBLICA NAZIONALE APERTA, dove saranno chiamate a partecipare Associazioni, singoli cittadini e forze politiche, insieme a tutte le organizzazioni sindacali dell’azienda, momento in cui si esporranno le proposte alternative al presunto Piano di Risanamento, per dare una risposta concreta alla crisi finanziaria della Rai e per una diversa gestione del servizio pubblico.

Ulteriore preoccupazione arriva dalle dichiarazioni del Presidente Monti: non è infatti chiaro, ai Sindacati, da quali fonti il Presidente abbia assunto informazioni per definire una scelta risolutiva sul futuro della Rai.

Rimane tuttora inevasa la richiesta d’incontro fatta pervenire da tutte le organizzazioni sindacali ormai settimane fa ai Ministeri competenti e alla Commissione di Vigilanza, questo silenzio non verrà subito dai Sindacati che reitereranno con forza le loro richieste.

La preoccupazione è che la questione lavoro e la complessità della funzione del servizio pubblico siano piegate alle mere valutazioni contabili. Il vero rischio è che la Rai, dopo essere stata per anni subalterna alle esigenze partitiche, sia spazzata via da una volontà semplificatrice e priva delle conoscenze necessarie.

Prima di qualsiasi iniziativa di riforma, per una buona ed equilibrata lettura della situazione, è necessario che il Presidente del Consiglio nonché Ministro dell’Economia e Finanze, trovi il tempo per confrontarsi con le organizzazioni sindacali che rappresentano più di 10.000 lavoratrici e lavoratori, maestranze che in questi 60 anni hanno dato vita alla prima industria culturale del paese.

Roma, 10 gennaio 2012


mercoledì 7 dicembre 2011

Sindacati Rai: congelare il Piano di rientro Rai altrimenti SCIOPERO GENERALE il 22 dicembre.


Le Segreterie Nazionali di Slc CGIL, Fistel CISL, Uilcom UIL, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal riunite ieri a Roma hanno deciso di procedere nel forte contrasto al Piano di tagli deliberato dal Cda e dal Direttore Generale della Rai.
Nei prossimi giorni invieranno richieste d'incontro alle istituzioni competenti: Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e Finanze, e alla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai.
 Le OO.SS sono fortemente contrari alle politiche di ridimensionamento delle capacità produttive e ideative dell'azienda di servizio pubblico: chiusura delle riprese esterne (con relativo incremento di appalti esterni e costi); abbandono della produzione per l'estero con la chiusura di Rai International, Rai Med, Rai Corporation e di 8 uffici di corrispondenza all'estero; la chiusura di tutti i programmi calcistici del dopo partita in funzione della rinuncia all'acquisto dei diritti calcistici; la riproposizione ai Ministeri competenti della vendita degli impianti trasmittenti di Rai Way, asset strategico che consente alla Rai di svolgere la sua funzione di servizio pubblico e che ha realizzato in questi anni bilanci positivi, anche grazie ad un processo di internalizzazione del lavoro (con la riduzione di appalti e costi), ed è costata di investimenti 400 milioni di euro per il passaggio al digitale (prezzo di vendita ipotizzato lo scorso anno da Masi: 300 ml di euro).
I sindacati invitano il Consiglio, a pochi mesi dalla scadenza, a fermare le delibere attuative e i processi avviati, rimettere alla discussione con le organizzazioni sindacali la valutazione dei risparmi da effettuare. La proclamazione dello sciopero sarà effettuata il giorno 12 dicembre, per poi realizzarsi il giorno 22 con presidi sotto tutti i centri di produzione e le sedi regionali, quindi la Rai ha ancora alcuni giorni per evitare lo scontro e ragionare di risparmi e di rilancio del servizio pubblico.
In questi giorni inizieranno le assemblee su tutto il territorio nazionale in preparazione delle iniziative.
Il sindacato rimane fortemente convinto che non è attraverso la rinuncia ad aree di business che si risana l'azienda, l'esigenza è quella di tagliare costi inutili e sprechi, forse questo è il momento di passare ad una nuova idea di Rai, fatta di lavoro e di bella programmazione che ritrovi il sano spirito del Servizio Pubblico.


Comunicato stampa Cgil Cisl Uil (7.12.2011)

                     

COMUNICATO STAMPA

  
Si è svolto questa mattina un  incontro tra i tre Segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Preoccupati per le conseguenze che la manovra economica determina su lavoratori dipendenti e pensionati e sulle prospettive di sviluppo del Paese, CGIL CISL e UIL chiedono un incontro al governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra e per chiedere i necessari cambiamenti.
CGIL, CISL e UIL chiedono, inoltre, un incontro a tutti i partiti per sollecitare la presentazione di emendamenti nella fase della discussione parlamentare. Intanto, già nella giornata odierna, le tre Organizzazioni sindacali presenteranno emendamenti comuni nel corso dell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso, CGIL, CISL e UIL proclamano, per la giornata di lunedi 12 dicembre, 3 ore di sciopero, con presidi davanti alle Prefetture, affidandone la gestione ai territori.
Infine, saranno effettuati presidi permanenti davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato fino alla conclusione dell’iter parlamentare previsto per la manovra.
   
Roma, 7 dicembre 2011

CGIL                        CISL                         UIL





giovedì 17 novembre 2011

Sindacati: no al piano di rientro che soffoca la RAI (17.11.2011)



COMUNICATO STAMPA

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConfSal, respingono quanto teorizzato dal Direttore Generale della Rai nell’incontro del 14 novembre. Lo annuncia una nota della Segreteria Nazionale Slc Cgil.
Il percorso di riduzione dei costi, al fine di raggiungere il pareggio di bilancio del 2011, grava essenzialmente sul costo del lavoro (mancato rinnovo del contratto nazionale, mancata erogazione del premio di risultato, mancata erogazione di ogni salario accessorio) e sugli investimenti in tecnologie, nella formazione e sul prodotto: tutto questo genera una pesante stagnazione dalla quale la Rai rischia di non uscire.
Il mancato chiarimento sul mantenimento del perimetro aziendale, la rinuncia cioè alla cessione di asset strategici e alla esternalizzazione di ideazione e produzione (elementi propri del Piano Industriale del 2010/12 dell’ex D.G. Masi), non lasciano margini per condividere un piano così sviluppato.
Le OO.SS. reputano ci siano ancora spazi per trovare risorse per migliorare i conti, modi per rilanciare la produzione e recuperare pubblicità, tagliare sprechi, appalti e consulenze milionarie. La risposta non può essere nel modello, a tagli lineari, presentati dal DG Lorenza Lei che rischia solo di aggravare la situazione di un’azienda che vive una crisi economica e industriale pesantissima e neppure si può basare solo sul recupero del canone, elemento importante ma non di soluzione per una gestione dell’azienda strutturalmente sbagliata.
Con l’avvio delle procedure, come previsto dalla norma sullo sciopero dei servizi pubblici, la Rai ha ancora il margine per presentare alle OO.SS. un Piano che tenga conto di elementi di rigore ed equità e nello stesso tempo per il rilancio dell’azienda.
Nei prossimi giorni le OO.SS. programmeranno iniziative di lotta per far recedere l’azienda dalle scelte annunciate.
Roma, 17 Novembre 2011


martedì 28 giugno 2011

Slc Cgil: Comunicato Stampa


COMUNICATO STAMPA
    
RAI: SLC/CGIL, VERIFICHEREMO SE C'E' DAVVERO NUOVO CORSO  

“L’incontro del Direttore Generale, Lorenza Lei, con le organizzazioni sindacali, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal apre ad un confronto serrato su Contratto e stabilizzazione dei precari. Primo appuntamento per la discussione si è fissato per il giorno 5 luglio – lo preannuncia una nota della segreteria nazionale Slc/Cgil.   
“Il Piano Industriale del precedente DG per il biennio 2010/2012, non si può dire superato: è necessario, per la Lei, rivedere con tutte le parti sociali un impianto che tenga conto della necessità di ridurre i costi senza intaccare la capacità editoriale dell’azienda. Il Direttore Generale nell’odierno incontro ha illustrato, cifre alla mano, i conti in rosso della Rai, esprimendo la necessità di rimboccarsi le maniche per recuperare il tempo perso. In questo senso ha dato disponibilità ai sindacati per una discussione sul nuovo Piano Industriale (2011-2013).”   
“Secondo la Lei è necessario ritrovare un clima di dialogo con le organizzazioni sindacali per arrivare ad un piano di risanamento condiviso. L’azienda, ha aggiunto, tanto ha già fatto per ridurre gli sprechi ed è sua intenzione valorizzare il lavoro interno e le professionalità.”   
“Slc Cgil – prosegue la nota - ha ribadito le distanze dall’impianto del vecchio Piano Industriale, identificandone come paradigma la cessione degli impianti di Rai Way e le esternalizzazioni di diversi settori. Solo attraverso un radicale ripensamento di questo impianto si potrà immaginare una Rai che mantenga il suo attuale peso e valore sul mercato. Slc si è detta disponibile a discutere di un nuovo Piano Industriale partendo dalla centralità del lavoro, delle professionalità e dal mantenimento dell’attuale perimetro industriale. Le spese vanno ridotte partendo da un risparmio forte sui costi esterni, regolando appalti e consulenze, riducendo l’utilizzo di format esterni, rimettendo in moto la produzione e l’ideazione interna.”   
“Elemento centrale per riavviare la macchina Rai – ricorda la segreteria nazionale - è anche la stabilizzazione di tante donne e uomini che da anni attendono la certezza del proprio impiego, e da anni hanno garantito professionalità e continuità produttiva all’impresa. Per questo va data, attraverso un accordo, una risposta definitiva, che superi l’impianto del collegato lavoro e concili diritti dei lavoratori e esigenze produttive. Va inoltre riformato l’impianto del Premio di Risultato, trovando in una unica formula la struttura per pagare il risultato e l’impegno di tutti i lavoratori della Rai, indifferentemente che siano giornalisti o dipendenti.”   
“Questa grande operazione di cambiamento la si può e la si deve avviare col rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro. Non è pensabile che in Rai non si adeguino i salari o che lo si faccia in sanatoria a fine vigenza. E’ necessario dare risposte certe di carattere salariale e normativo.”    
“Slc ha ribadito la preoccupazione per alcune scelte di palinsesto, scelte che stanno determinando la riduzione delle entrate pubblicitarie – conclude la nota. Questo comportamento è ancora meno comprensibile rispetto al quadro economico che la Rai vive. La Rai deve poter coniugare la sua funzione di servizio pubblico con la necessità, dettata dal mercato e dalla legge, di avere importanti entrate pubblicitarie. Dal 5 luglio in poi verificheremo se in Rai vi è un nuovo corso che tiene conto di quanto espresso dai rappresentanti dei lavoratori in questi mesi.”   
  
Roma,27 giugno 


venerdì 17 giugno 2011

Comunicato Stampa "21 giugno"


COMUNICATO STAMPA

Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater condividono i temi propri dell’iniziativa organizzata il 21 giugno dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai.
Per questo aderiscono a: “RIPRENDIAMOCI IL SERVIZIO PUBBLICO”, manifestazione pubblica che si svolgerà martedì prossimo presso il Teatro Piccolo Eliseo in Via Nazionale (Roma), dalle ore 18.00.
La condizione del Servizio Pubblico Radio Televisivo non può non rientrare nella discussione sui beni pubblici. Il referendum del 12 e 13 giugno ha dato un segnale sull’idea che i cittadini stanno maturando sui beni pubblici essenziali. Per questo è necessario squarciare il silenzio che sta soffocando la Rai, far calare nel dibattito pubblico anche il tema dell’informazione  e dell’accesso per tutti alla cultura, tentando di rendere protagonista il lavoro, non solo come elemento di affrancamento individuale e collettivo, ma come condizione per salvaguardare le libertà fondamentali.
Per Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater rimane forte la preoccupazione per la discussione aperta in Rai sulle nomine, il palinsesto con tutte le difficoltà incontrate per la sua approvazione e con l’esclusione d’importanti trasmissioni televisive dalla programmazione della prossima stagione televisiva, l’assenza di un piano industriale definito anche attraverso il confronto con le parti sociali, la difficoltà nel rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro soprattutto in una così delicata fase di crisi economica ed industriale.
Per questo le stesse in queste ore hanno richiesto un incontro al Direttore Generale dell’azienda Lorenza Lei.




sabato 16 aprile 2011

Rai Comunicato stampa (14.4.2011)



Sarà la stessa persona???

Leggendo con attenzione il Contratto di Servizio 2010/2012 tra Ministero dello sviluppo economico e la Rai – Radio Televisione italiana s.p.a. si trova:
all’articolo 6, dal titolo: Realizzazione delle reti di radiodiffusione televisiva in tecnica digitale.
Comma 1: “La Rai si impegna ad attuare il processo di conversione delle reti alla tecnologia digitale[…].”
Comma 3, lettera a) “Realizzare una rete nazionale per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale[…].”
A rafforzare il concetto, sempre nel comma 3, si parla anche di ulteriori reti, di accordi con regioni, province autonome per l’estensione della diffusione, estensione della rete addirittura anche all’estero, realizzazione e modifica degli impianti.
Per concludere il comma 4., art 7 afferma “La Rai può utilizzare gli impianti, […]anche in comune con altri operatori. […] purché ciò non risulti di pregiudizio al miglior svolgimento del servizio pubblico concesso e concorra alla equilibrata gestione aziendale.”
Contemporaneamente, il Direttore Generale, estensore e firmatario per Rai del testo sopra citato col Ministero, ha anche elaborato per lo stesso periodo, 2010/2012, un Piano Industriale che vorrebbe realizzare la cessione degli impianti trasmittenti.
Con La conseguente lettera formale, inviata nel mese di novembre 2010, ai Ministeri competenti per la richiesta di vendita degli impianti conferma la volontà di dare applicazione ai contenuti del piano.
Vorremmo ricordare a tutti che la firma del Contratto di Servizio determina un impegno per svolgere la funzione di Pubblico Servizio, diciamo questo rimarcando che mentre si parla di investimenti in tecnologie, di costi per raggiungere i territori e la popolazione di tutta Italia a carico della Rai, per la conversione al digitale, contemporaneamente si reputa la stessa struttura trasmittente ,indispensabile per raggiungere un tale obiettivo, appena realizzata come NO CORE nel Piano Industriale.
Sappiamo essere questa una domanda retorica, ma vorremmo capire: la Rai può essere governata e diretta con queste drammatiche contraddizioni?!

Slc Cgil Uilcom Uil Ugl Telecomunicazioni Snater Libersind-ConfSal


venerdì 11 marzo 2011

Comunicato stampa sui presidi davanti ai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e Finanza.


COMUNICATO STAMPA

I LAVORATORI RAI WAY RICEVUTI AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

I lavoratori di Raiway sono arrivati da tutta Italia per manifestare la contrarietà alla cessione della loro azienda. Due i presidi organizzati da Slc-Cgil, Uilcom-Uil, Ugl-Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal, oggi di fronte al Ministero dell’Economia e al Ministero dello Sviluppo Economico, nel corso dei quali sono stati distribuiti 3000 volantini alla cittadinanza.
Una delegazione è stata ricevuta da un rappresentante della direzione generale del Ministero dello Sviluppo Economico a cui è stata consegnata la lettera aperta indirizzata al Ministro Romani sottoscritta da 500 lavoratori Raiway. Nell’incontro è stata descritta la situazione dell’intero gruppo Rai e in particolare di Raiway. I dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico si sono detti disponibili ad un incontro ufficiale con le parti, dopo aver approfondito sia con il ministro Romani che con il Ministero dell’Economia e Finanze, proprietario dell’azienda e a cui stamattina è stato consegnato identico materiale.

I sindacati unitariamente ricordano il valore dell’impegno dei lavoratori Raiway per la digitalizzazione della rete, fatta nei tempi, modi e a costi più efficienti possibili, cosa che ha permesso di risparmiare sugli appalti, e chiudere in attivo il bilancio.
A tutt’oggi i lavoratori continuano ad operare spostandosi in tutta Italia, per proseguire il processo di riconversione al digitale terrestre, per garantire la ricezione del segnale a tutti gli utenti, e quindi il servizio universale cui la Rai è tenuta: un impegno non adeguatamente considerato dall’azionista che ancora non si è pronunciato sulla proposta di cessione.

In ultimo le organizzazioni sindacali hanno criticato l’intero impianto del piano industriale che determina il risparmio attraverso la vendita di un asset strategico che ha visto investimenti pubblici per 400 milioni di euro, questo al solo scopo di fare cassa non tenendo conto del futuro aggravio che sul bilancio aziendale avrebbe il costo dell’affitto della medesima infrastruttura, oltretutto rinunciando ai possibili ricavi determinati da un mercato in espansione.


lunedì 27 dicembre 2010

Comunicato stampa su Audizione in Commissione di Vigilanza Rai (Slc Cgil, Ugl Telecomunicazioni, Snater)



Il Presidente Zavoli terra conto delle posizioni sindacali negli atti di indirizzo ai Vertici Rai
Oggi le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Ugl Telecomunicazioni, Snater sono state audite dalla Commissione di Vigilanza Rai, a seguito della richiesta d’incontro inviata lo scorso 4 novembre. Una delle iniziative di pressione e di lotta messe in campo dalla Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Tlc, Snater, Libersind-ConfSal contro il Piano Industriale presentato dal Direttore Generale Mauro Masi e sostenuto dall’intero CDA.
Le sigle sindacali presenti hanno consegnato e letto un documento articolato (sottoscritto anche dal Libersind-ConfSal) sull’attuale condizione aziendale all’Ufficio di Presidenza della commissione, composto dal Presidente Zavoli, dai Vicepresidenti Merlo (Pd) e Lainati (Pdl), dal Capogruppo PD al Senato Morri.
Nel documento si è ribadito con forza, anche grazie alla massiccia adesione allo sciopero in Rai del 10 dicembre (l’85% dei lavoratori), la scelleratezza di un Piano Industriale che blocca gli investimenti e fa risparmio attraverso tagli, esternalizzazioni, svendita di asset strategici, producendo inevitabilmente esuberi di personale e minore capacità ideativa e produttiva del servizio pubblico.
Nel documento presentato si conferma l’importanza del servizio pubblico. “La Rai non è solo informazione giornalistica, la Rai è attenzione alle minoranze etniche e alle comunità territoriali, contributo al cinema d’autore e indipendente italiano e europeo, attenzione, attraverso programmazioni dedicate, ai bambini, ai giovani, agli anziani e ai disabili, diffusione di programmazioni culturali, educative, formative. La Rai è ovviamente anche intrattenimento informativo, culturale e leggero.”
Per mantenere questo patrimonio pubblico i sindacati sono disponibili, lo hanno dichiarato da mesi, a migliorare la capacità produttiva, a operare nel solco del risparmio in un patto in cui tutte le parti aziendali, compresi giornalisti e dirigenti contribuiscano a ridurre sprechi, incarichi, appalti e consulenze inutili.
Il Presidente Zavoli ha espresso vivo interesse per la relazione reputandola funzionale ad un importante lavoro che la Commissione sta svolgendo, lavoro finalizzato alla promozione di atti di indirizzo ai vertici aziendali. Nel corso dell’audizione sono state accolte positivamente le ulteriori considerazioni relative alla cessione delle torri trasmittenti di RaiWay, tema sul quale l’ufficio di presidenza si è riservato un ulteriore approfondimento.
Le OO.SS. esprimono soddisfazione per l’attenzione ricevuta, in quanto soltanto grazie alla disponibilità del Presidente e della Commissione l’incontro si è potuto tenere in tempi brevi nonostante il convulso calendario istituzionale.
Roma, 21 dicembre 2010

Slc Cgil Ugl Telecomunicazioni Snater


giovedì 15 ottobre 2009

Comunicato Stampa Slc Cgil 13.10.2009



COMUNICATO STAMPA

RAI: SLC/CGIL, DISPONIBILI A INCONTRO MASI SENZA RITIRARE SCIOPERO 30 OTTOBRE


“Adesso il Direttore Generale della Rai fa sapere che intende incontrare i sindacati firmatari del Contratto Rai per venerdì prossimo.” Così una nota della Segreteria nazionale Slc/Cgil.

“Tale invito segnala l’indubbia preoccupazione dell’azienda di fronte all’apertura delle procedure di sciopero e all’andamento delle assemblee che si stanno tenendo in tutte le realtà Rai in questi giorni.
E’ una risposta, a lungo sollecitata, che arriva a procedure di sciopero aperte e che al momento appare ancora priva di quei contenuti di apertura necessari per sbloccare la vertenza contrattuale dei lavoratori Rai.”

“Slc/Cgil mantiene in piedi lo sciopero – conclude la nota – confermandone la proclamazione per il 30 ottobre, dando comunque disponibilità all’incontro e riservandosi una valutazione delle proposte che il Direttore Generale porterà al tavolo.”




Roma, 13 ottobre 2009


lunedì 3 agosto 2009

Comunicato stampa 3.08.2009



COMUNICATO STAMPA


Sul mancato rinnovo del contratto con Sky, SLC/CGIL ha chiesto un incontro con il Direttore Generale Masi, avendo la questione un impatto importante sul futuro dell’azienda, sulle strategie e sul bilancio economico.

L’azienda lamenta l’assenza di risorse per i lavoratori da un lato ma dall’altro aumenta i livelli di Direzione e rinuncia ad un contratto sicuro con Sky per 350 milioni di euro in 7 anni a fronte di una “cosa” futuribile (senza le condizioni tecnologiche pronte per supportarne la trasmissibilità).

I prodotti realizzati dai lavoratori di RaiSat saranno fruiti solo dagli spettatori delle aree coperte dallo switch off al digitale e che acquisteranno il decoder adatto. Il timore è che questi cambiamenti tecnologici “improvvisati” producano disaffezione tra il pubblico.

E’ curioso che la Rai rinunci alla certezza economica del contratto con Sky immaginando l’aumento di introiti pubblicitari in un momento di calo del mercato.

Anche se l’azienda ci ha rassicurati sul futuro occupazionale dei lavoratori, sono necessarie certezze sul loro futuro: ci preoccupano infatti le modalità di reimpiego delle risorse di RaiSat, ci preoccupa il futuro di chi è precario in quella realtà, ci preoccupa il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro.

Sono per noi i lavoratori l’unico elemento sano di quest’azienda, la loro professionalità è l’unico vero elemento di tenuta davanti alla crisi, al mercato dopato, al conflitto di interessi, alle mancanze e all’assalto alla diligenza. Per questi motivi non sono da escludere iniziative di lotta se non ci sarà chiarezza sul futuro, se non ci sarà la chiusura a breve di un contratto adeguato.


Roma, 3 agosto 2008

Leggi la rassegna stampa:

"Rai-Sky, sindacati sul piede di guerra." La Repubblica (3.08.09)
"Dopo la rottura con Sky, sindacati Rai pronti allo sciopero." Il Messaggero (3.08.09)
"Telefonata del Colle sulla rottura Rai-Sky." Il Corriere della sera (4.08.09)


mercoledì 20 maggio 2009

Comunicato stampa Slc Cgil 19.05.09

RAI: SLC/CGIL, COSTI ECCESSIVI PER CONSULENZE E APPALTI ESTERNI

Slc/Cgil esprime forte preoccupazione per la condizione del lavoro in Rai.


“Ritenevamo che, dopo il fondamentale accordo sui Tempi Determinati (4 giugno 2008) con cui stabilizzare migliaia di lavoratori precari, si fosse giunti ad una “normalizzazione” delle forme contrattuali – così una nota della Segreteria nazionale SLC/CGIL.

“Invece, abbiamo assistito all’abnorme crescita in questi ultimi mesi dell’utilizzo dei “consulenti” (a collaborazione e con emissione di fattura): in molti casi lavoratori che svolgono identica mansione dei dipendenti a tempo indeterminato, ed alla crescita di appalti, che forniscono prodotti completi in ambito editoriale o manodopera nella produzione. Una situazione che ripropone con forza il tema precarietà, con la necessità di regolarla il prima possibile per evitare che si degeneri nuovamente.”

“Rimangono allarmanti i costi delle migliaia di collaborazioni esterne che la Rai ogni anno utilizza, molte delle quali evidentemente mascherano lavoro subordinato. Numerosi i casi di spropositati compensi riconosciuti ai collaboratori, al di fuori da ogni logica di mercato, con pesanti ricadute sulle casse dello stato ma anche sulla tenuta del lavoro regolare in azienda.”

“Tutto questo alla luce dei continui rinvii per chiudere il Contratto Nazionale, scaduto da più di 15 mesi, fermo anche per la difficoltà di trovare una soluzione proprio su una più attenta regolamentazione degli appalti e la gestione delle forme contrattuali in azienda.”

“Da oltre due mesi abbiamo richiesto un incontro per i canali satellitari di RAISAT: la situazione incerta sulla tenuta occupazionale ci preoccupa anche in rapporto alla posizione assunta nei confronti di Sky. In alternativa al contratto con Sky, la Rai dovrebbe essere in grado di produrre nuovi contenuti e nuovi programmi uscendo dalla numerazione della piattaforma Sky. Noi siamo certi delle potenzialità e della professionalità dei lavoratori dell’azienda, vorremmo però avere da parte della Rai chiarimenti e certezze per il servizio pubblico televisivo e per le donne e gli uomini che vi lavorano.”

Roma, 19 maggio 2009