SLC CGIL Nazionale

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venerdì 11 febbraio 2011

giovedì 20 gennaio 2011

Lettera ai lavoratori Rai TD




Care/i Lavoratrici/Lavoratori TD della Rai,
in queste ore si è innescata una “polemica” sulle modalità con cui la CGIL ha scelto di gestire le pratiche (impugnative) per i Tempi Determinati.
Vogliamo per questo spiegare le ragioni del metodo adottato.
Come sempre facciamo nella nostra organizzazione, per motivi di correttezza, trasparenza e buona gestione, abbiamo demandato la valutazione delle singole posizioni dei lavoratori, l’assistenza legale, la stesura e compilazione della modulistica, ai nostri uffici legali.
Per dare la migliore assistenza possibile abbiamo dedicato operatori ed intere giornate dei nostri uffici in prossimità dei cespiti Rai.
Abbiamo, nei giorni precedenti alle temporanee soluzioni trovate con l’azienda (http://inforai.blogspot.com/2011/01/fax-rai-su-td-e-collegato-lavoro.html) , organizzato assemblee con la presenza dei nostri legali, presso le nostre sedi, aperte a tutti i lavoratori.
In sintesi abbiamo dato un servizio completo: spiegazioni ed informazioni in maniera estesa anche fornendo materiale cartaceo e on line.
Infine, abbiamo dato la possibilità ai lavoratori, per l’invio dell’impugnativa, di avvalersi dei nostri uffici, potendo, oltretutto, scegliere se fruire della sola informazione, se avere un servizio completo (gratuito per gli iscritti) o se semplicemente utilizzare le lettere che la Slc Cgil, come tutte le altre organizzazioni sindacali, ha ampiamente diffuso.
Ovviamente, scegliere di utilizzare un servizio che implica una migliore e più attenta gestione (anche in una prospettiva vertenziale), e che costituisce un impegno di risorse, “come sempre” implica un costo. Detto questo, rimane ferma l’idea che, la Cgil con questo metodo gestionale ha fornito una opportunità in più, lasciando i lavoratori liberi di scegliere se fruirne o meno. Questo, oltretutto, senza sviluppare con le altre sigle sindacali, per senso di responsabilità, contrapposizioni politiche, cosa non semplicissima vista la diversa disposizione al Collegato Lavoro.
Va aggiunto che la Cgil sta mettendo in campo, da sola, una campagna contro il Collegato Lavoro e per il mantenimento dei già pochi diritti dei precari (http://www.youtube.com/watch?v=CNZIBFF0O1I&feature=player_embedded), costruendo sull’intero territorio nazionale ed in tutti i settori una vertenzialità diffusa. E’ ovvio che tale processo di massa ha necessitato la standardizzazione della gestione delle pratiche. Non è colpa della CGIL se il Governo ha messo in campo l’ennesimo provvedimento contro i lavoratori.
In aggiunta, la Slc ha, in questi mesi (unitariamente e anche da sola), messo in campo scioperi, mobilitazioni, comunicati, trattative, informazione. Si è sviluppata una pratica sindacale e un lavoro pesante che crediamo importante per i lavoratori ed in particolare per quelli a TD.
La nostra organizzazione, in molti luoghi (vedi Mirafiori http://www.youtube.com/watch?v=ApE0LQ3Rm4U&feature=player_embedded) vive una condizione difficile, e lo fa senza lamentarsi e continuando ad operare nel solo interesse dei lavoratori.
Noi crediamo fortemente nella partecipazione, nella militanza e nella solidarietà tra e per i lavoratori.
Entrare nella nostra organizzazione, sostenere la Cgil, iscriversi alla Cgil è per noi, oltre che un riconoscimento, un sostegno, una espressione valoriale.
Iscriversi alla Cgil non è solo pagare un servizio, non è pagare una quota di partecipazione ad un utile, si esprime una posizione ideale chiara di contrapposizione alla mercificazione del lavoro.
Per chiudere, vorremmo sottolineare che la sola CGIL, negli scorsi mesi, ha manifestato contro il progetto di legge che oggi si è concretizzato nel Collegato Lavoro, che la sola CGIL ha promosso un ricorso di incostituzionalità contro il Collegato Lavoro presso al Corte, che la sola Cgil non ha firmato l’Avviso Comune che sancisce l’applicazione e la condivisione di molti altri sindacati del Collegato Lavoro (http://www.ilsole24ore.com) (http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/24A27346-969C-4BA1-9947-284EA3DF361C/0/documento_arbitrariato.pdf), che la sola CGIL sta agendo, attraverso i suoi uffici vertenze, per praticare una chiara e diffusa vertenzialità e per rispondere alla cancellazione di diritti dei precari.
Crediamo quindi di poter affermare che far parte della CGIL, come iscritti o come suoi dirigenti, dovrebbe essere, soprattutto in questa fase storica e politica, elemento di orgoglio, oltre che condizione di tutela collettiva e individuale.
Red.Blog


sabato 15 gennaio 2011

IMPUGNATIVA TD contro COLLEGATO LAVORO



Uffici Vertenze CGIL per pratica IMPUGNATIVA TD contro COLLEGATO LAVORO

GLI UFFICI VERTENZE DELLE SEDI CGIL, NELLE DATE INDICATE, SARANNO CON I LORO OPERATORI INTERAMENTE A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI RAI

- ROMA NORD
P.zza San G. Battista De La Salle, 3 (zona Aurelio, metro A Cipro),
ufficio vertenze tel. 0666412324 (per appuntamento)
17 e 18 gennaio 2011
dalle 9 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

- ROMA EST
Via Lino Da Parma, 3 (zona Tiburtina, metro B Rebibbia)
ufficio vertenze tel. 06 41217693 (per appuntamento)
18 E 19 GENNAIO 2011,
DALLE ORE 9.30 ALLE 12.30, DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 17.00

- ROMA CENTRO
Via Goito, 39 (stazione termini)
Ufficio Vertenze tel 0644700204/5 (per appuntamento)
18 gennaio
Dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Ovviamente questi sono i giorni e gli orari dedicati ai lavoratori Rai, se è necessario provate anche ad avere un appuntamento in un orario o giorno a vostra disposizione.
Sappiate però che i tempi sono stretti e gli uffici intasati.

Nota Cgil su impugnative TD (13.01.2011)

E’ nostra volontà, attraverso quanto svilupperemo nel testo, omogeneizzare le iniziative territoriali della nostra organizzazione rispetto al trattamento dei TD.
Sapete tutti che il Collegato Lavoro produce degli effetti sui lavoratori a Tempo determinato e sull’Accordo di Bacino del 4 giugno 2008. (vedi Effetti del Collegato Lavoro in Rai.pdf)
Per questo abbiamo chiesto all’azienda di rispondere concretamente al bisogno di superare una norma sbagliata ed ingiusta (richiesta unitaria del 7 dicembre).
L’esito dell’incontro è ben illustrato nel comunicato unitario del 13 gennaio 2011.
Ribadendo la nostra volontà di concludere un Accordo risolutivo dei problemi che il Collegato Lavoro ci pone, riteniamo fondamentale alla luce della incapacità momentanea dell’azienda di sostenere la trattativa prima del 23 gennaio, di dare un indirizzo chiaro ai lavoratori.

1) riteniamo che per una corretta gestione dell’impugnativa (e per una non auspicata ma possibile vertenza) sia necessario indirizzare i lavoratori agli uffici vertenze.
Questo perché è pratica delicato per la quale va data ai lavoratori la massima assistenza e la certezza del percorso.

2) la Rai ci ha assicurato, lettera di risorse umane datata 13 gennaio 2011, che non riterrà le impugnative elemento interruttivo o lesivo dell’accordo dei bacini e delle transazioni in essere con i lavoratori.
A tal riguardo abbiamo chiesto all’azienda:
- di non creare discrimine tra diverse formulazioni di impugnativa,
- di interpretare mai l’impugnativa come azione interruttiva degli impegni tra le parti (vedi testo delle transazioni), spostando tale determinazione al solo deposito della causa (quello da farsi entro i 270 giorni).
Le altre organizzazioni, molto probabilmente, distribuiranno lettere prestampate identiche.
Questa scelta, che per noi è possibile ma non auspicabile, non permetterà la loro catalogazione e accorta gestione anche in una (oggi non escludibile) iniziativa legale.
Vogliamo evidenziare, oltretutto, che tale pratica caricherebbe la categoria di una responsabilità non propria e con difficoltà gestionali non indifferenti.
Infine, vogliamo sottolineare che la nostra forte determinazione nella gestione della questione TD, l’accortezza con cui ci prepariamo ad affrontare le storie dei singoli lavoratori sono elementi importanti per determinare il futuro di questa azienda.

3) Fatte salve le argomentazioni da noi già sviluppate sul Collegato Lavoro crediamo che, anche alla luce di quanto dichiarato dall’azienda, sia opportuno stimolare i lavoratori a Td per l’invio della impugnativa.
E’ palese che il numero peserà sul futuro della trattativa.
Questo non vuol dire far inviare a tutti indiscriminatamente la lettera, significa però suggerire come prima cosa una verifica della singola posizione presso l’ufficio vertenze.
Non tutti possono impugnare, ricordiamo che se non sono si sono raggiunti i famosi 1095 giorni o non vi è un contratto viziato questo è inefficace e inutile.
Poi vanno fatti dei ragionamenti che qui sotto riassumiamo:
- coloro che hanno raggiunto i 1095 giorni potranno ricorrere anche successivamente al 23 di gennaio per la sola assunzione a tempo indeterminato (perderanno i pregressi nel caso in cui l’accordo saltasse e dovessero fare vertenza),
- coloro che sono nel bacino A e sono assolutamente a ridosso dell’assunzione possono impugnare ma forse non è opportuno,
- coloro che sono fuori bacino o nel bacino B hanno maggiore interesse a impugnare (e se non hanno raggiunto i 1095 giorni ad andare presso gli uffici vertenze a farsi controllare la propria posizione).
4) Cosa devono fare i lavoratori:
- attraverso la nostra rappresentanza in azienda cercare i riferimenti degli uffici vertenze (oppure cercare sul sito della CGIL www.cgil.it i riferimenti delle sedi e poi degli uffici vertenze),
- portare all’ufficio vertenze le lettere di assunzione, le transazioni o qualsiasi altro documento scambiato con l’azienda dal primo contratto stipulato.
5) Cosa devono fare le RSU e le strutture territoriali:
- suggerire ai lavoratori di recarsi presso l’ufficio vertenze, in qualsiasi caso (anche se i lavoratori decidessero di inviare lettere autonomamente o chiedendolo alla Slc) catalogare le impugnative inviate attraverso di noi o con la nostra collaborazione.
- nella catalogazione registrare tutti i riferimenti per mantenere il contatto,
- avere grande attenzione nell’accompagnamento e nella gestione di tutti i casi,
- la lettera va inviata alla sola azienda (magari tenetene una copia),
- valutare con il lavoratore l’esigibilità della loro posizione e l’opportunità di impugnare: se nella transazione è presente la data di assunzione, se sono in possesso di una lettera (precontratto) che impegna in maniera irreversibile l’azienda all’assunzione,
- sviluppare territorialmente un documento/vademecum per indicare ai lavoratori riferimenti e modalità con cui agire, ovviamente partendo dalle indicazioni espresse dalla Slc Nazionale.


Buon Lavoro,
p. SLC. CGIL nazionale
Alessio De Luca

Fax Rai su TD e collegato lavoro (12.01.2011)


Spett.li Slc Cgil
Fistel Cisl
Uilcom Uil
Ugl Telecomunicazioni
Snater
Libersind Confsal

Roma, 12.01.2011
Facendo seguito alle Vostre richieste ed all'incontro tenutosi in data odierna, Vi confermiamo la nostra disponibilità ad avviare un confronto in merito alle problematiche derivanti dalla legge 183/2010 (cd collegato lavoro).
Vi confermiamo altresì che, in attesa di perfezionare un nuovo accordo in materia di lavoro a tempo determinato, non terremo conto, ai fini di future utilizzazioni, di eventuali comunicazioni di impugnazione di contratti inviati al solo scopo di non incorrere nelle decadenze previste dalla citata normativa.
Cordiali saluti.
RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
Risorse Umane Organizzazione
Relazioni Industriali e Organizzazione
Relazioni Sindacali


lunedì 20 dicembre 2010

martedì 7 dicembre 2010

Lettera unitaria inviata all’azienda sulla questione TD/collegato lavoro



Spett. le RAI Radio Televisione Italiana
Direzione Risorse Umane
Relazioni Industriali e Sindacali
Viale Mazzini, 14
00195 Roma

Slc Cgil, Uilcom-Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConFsal esprimono grande preoccupazione per la situazione dei precari in Rai.
Tale preoccupazione si somma alla difficile condizione dell’azienda, un Piano Industriale sbagliato e provvedimenti adottati dal Direttore Generale e dal CDA inefficaci.
La difficile attuazione e manutenzione dell’Accordo sui Bacini del 4 giugno 2008, il blocco del turn-over preannunciato dal Direttore Generale, l’entrata in vigore della Legge 4 novembre 2010, n. 183, sono tutti elementi che obbligano l’azienda a trovare una soluzione condivisa per la stessa tenuta produttiva e ideativa della Rai.
Le scriventi OO.SS. reputano assolutamente necessario mettere in sicurezza i tanti lavoratori che in questi anni hanno consentito all’azienda di proseguire la sua missione di servizio pubblico.
Per questo evidenziano la necessità di sviluppare al più presto una trattativa, al fine di inserire nell’Accordo sui Bacini quegli elementi di tutela che garantiscano i lavoratori TD nel loro iter di stabilizzazione.
In tal senso si vuole ricordare l’esigenza, espressa anche nell’accordo del 2008, di riportare entro dicembre 2014, la soglia dell’utilizzazione dei contratti a tempo determinato ad un livello fisiologico dell’8%.
Va aggiunto che ci preoccupa anche la condizione di collaboratori, partite iva, consulenze e scritture.
L’abnorme e alle volte irregolare utilizzazione di tali forme contrattuali nel tempo ha sedimentato esperienze, professionalità probabilmente divenute indispensabili alla Rai.
Le OO.SS. vogliono però essere chiare, è loro intenzione raggiungere una soluzione condivisa che garantisca il processo di stabilizzazione dei precari.
I tempi purtroppo però sono stretti, il collegato Lavoro, che prevede la prescrizione per i diritti conseguiti entro 60 giorni, è entrato in vigore il 24 novembre 2010, quindi il tempo utile per trovare una soluzione evitando la via vertenziale è molto breve.
Per questo si invita la Rai, nel più breve tempo possibile, a condividere con le OO.SS. scriventi un serio confronto su tale tema.
Distinti Saluti,
Roma, 7 dicembre 2010
SLC-CGIL UILCOM-UIL UGL-TEL SNATER LIBERSIND-CONFSAL


domenica 18 novembre 2001

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...sempre più precari!

INFORMATIVA CGIL SUL COLLEGATO LAVORO




Martedì 9 novembre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge n.183 (collegato lavoro), che opera una vera e propria controriforma del diritto e del processo del lavoro.
Gli effetti della legge entrano in vigore 15 giomi dopo la pubblicazione.
Gli aspetti più negativi per i lavoratori riguardano:

- Il nuovo Istituto della certificazione;

- l'Introduzione dell'arbitrato di equità, con clausole compromissorie per cui le controversie future saranno demandate ad "arbitri", ossia senza tener conto delle previsioni dileggi e contratti collettivi;

- la limitazione del ruolo del giudice del lavoro;

- Il nuovo regime delle decadenze in materia di licenziamento con un gravissimo danno ai lavoratori precari;

- Apprendistato a 15 anni di età.

Il testo approvato dopo sette passaggi parlamentari e un rinvio alle Camere del Presidente della Repubblica il 31 marzo scorso, si compone di 50 articoli e tratta materie molto diverse tra loro.

Dalla lotta al lavoro sommerso e irregolare che sarà più difficile contrastare da parte degli organi di vigilanza, all'ennesima proroga delle deleghe in materia di lavori usuranti, ammortizzatori sociali, servizi all'impiego, fino alla indecente norma che consente l'avviamento al lavoro in apprendistato a partire dal 15 annodi età.

Si tratta di un provvedimento che, pur nella sua "mostruosità giuridica", persegue l'obiettivo della cancellazione dei diritti dei lavoratori.

E' fallito (almeno per adesso) l'assalto all'art. 18 dello "Statuto del lavoratori", che prevede la reintegrazione nel posto di lavoro del lavoratore in caso di licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ed è stato per merito della denuncia della Cgil e di gran parte degli operatori del diritto del lavoro (giuslavoristi, avvocati, giudici del lavoro ecc.).

Tuttavia, il Governo sta proseguendo nella sua opera di demolizione dei diritti e delle tutele dei lavoratori, con lo stravolgimento del processo del lavoro, e lo smantellamento dei principi fondamentali del diritto del lavoro. Il Ministro del Lavoro non a caso ha presentato lo "Statuto del lavori", con l'obiettivo di smantellare i diritti sanciti dallo Statuto dei Lavoratori, completando in questo modo un disegno avviato nel 2003.

Come raggiungere questo scopo? Il primo passo è depotenziare Il diritto del lavoro nato in Italia sul presupposto di considerare il lavoratore come la parte debole del rapporto, e come tale meritevole di tutela, attraverso la legge e la contrattazione collettiva, rispetto all'altro contraente rappresentato dal datore di lavoro. Ora non sarà più così!