SLC CGIL Nazionale

giovedì 8 aprile 2010

Comunicato Segreteria Slc Cgil nazionale (8.4.2010)



COMUNICATO


La recente denuncia dei lavoratori dei broadcasters sulle condizioni di lavoro per “L’isola dei famosi” conferma tutti i nostri dubbi sulla qualità e quantità degli appalti in Rai.
È insopportabile che, attraverso l’utilizzo di appalti e subappalti, si consegnino i lavoratori a condizioni di lavoro ottocentesche.
Con il metodo adottato dall’azienda, mancanza assoluta di comunicazione della condizione di lavoro negli appalti alle organizzazioni sindacali, si lascia campo libero a chi scarica tutti i costi del disagio, della sicurezza sulle maestranze.
È una vera provocazione che un programma chiamato L’Isola dei Famosi, format Magnolia che descrive passo passo le sofferenze di gente ben pagata e con grandi aspettative oscuri completamente le condizioni dei lavoratori.
Basta leggere l’articolo dell’espresso del 30 marzo, intitolato a ragione “L'isola dei lavori forzati”, per rendersi conto che c’è da parte del servizio pubblico l’oscuramento del mondo reale. Professionalità, capacità, inventiva vengono ripagati con bassi salari e rischi per la salute.
La Rai come molti altri committenti lascia mano libera all’appaltatore senza preoccuparsi di come i suoi soldi vengono impiegati e delle condizioni di lavoro.
Riteniamo peraltro che anche in altre aziende, grandi e piccole, scarsa sia l’attenzione alle condizioni dei lavoratori in appalto e al controllo che non si verifichino subappalti non leciti. L’unico criterio sembra essere il “massimo ribasso”, in spregio dei diritti di chi lavora e delle norme contrattuali.
Slc più volte ha portato esempi alle aziende di appalti irregolari, o con condizioni di lavoro insostenibili.
Più volte ha ribadito l’importanza che a un pieno utilizzo delle capacità produttive interne delle imprese televisive si affianchi una gestione degli appalti trasparente, rispettosa dei diritti di chi ci lavora, ma ha trovato scarsa disponibilità alla risoluzione dei problemi.
Evidentemente solo l’iniziativa dei lavoratori e una fase duramente vertenziale può convincere la Rai e le altre società del settore a inserire nei prossimi contratti elementi di chiarezza sugli appalti.
La questione appalti e lavoro in Rai, così come nell’insieme del settore è uno dei punti qualificanti dell’iniziativa sindacale,che richiede di costruire la solidarietà tra lavoratori per rivendicare pari dignità tra maestranze, indipendentemente dalle società che li impiegano.

Roma, 8 aprile 2010
La Segreteria Nazionale


mercoledì 7 aprile 2010

18 aprile 2010: sciopero del personale delle centrali elettriche di Roa



18 aprile 2010

SCIOPERO

DEL PERSONALE DELLE

CENTRALI ELETTRICHE DI ROMA


CONTRO L’ESTERNALIZZAZIONE DELLA CENTRALE DEAR


L’RSU/DG di Roma visto il fallimento dei tentativi di conciliazione esperiti con l’Azienda, rimasta ferma nella decisione di esternalizzare la centrale elettrica della Dear, proclama il:

Primo sciopero del personale RAI prestante servizio nelle Centrali Elettriche RAI presenti nel Comune di Roma per il giorno 18 aprile 2010.

Lo sciopero avverrà con le seguenti modalità: quattro ore di astensione a fine orario di lavoro per ciascun lavoratore prestante servizio alle Centrali Elettriche RAI di Roma.


Roma, 6 aprile 2010


L'onda di Facebook non molla Minzolini



"Sul Tg1 vogliamo risposte dalla Rai"

SARANNO di nuovo ai cancelli della Rai. Per "scalfire l'arroganza del potere". E per chiedere, ancora una volta, la rettifica per le notizie false date dal Tg1 del 26 febbraio sul Caso Mills. L'appuntamento è per sabato alle 11 all'ingresso della Rai in Viale Mazzini. Loro sono 'La valigia Blu', movimento nato da 'La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini', 196mila adesioni su Facebook in un mese e mezzo. Per ricordare, alla testata diretta da Augusto Minzolini, che "prescrizione non è assoluzione". Tra gli obiettivi: mettere in discussione la lottizzazione della televisione di stato. "Vogliamo che la Rai sia libera dai partiti e garante del pluralismo".

L'annuncio della mobilitazione è stato dato con una lettera che Arianna Ciccone, responsabile de 'La Valigia Blù e anima del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, ha inviato al presidente della Rai Paolo Garimberti. Vi si legge: "Più volte vi abbiamo scritto via mail e cercato al telefono. Chiedendo di essere ricevuti o di avere una risposta. Ma ci ha avvolto solo uno stupefacente silenzio misto a indifferenza". Nella lettera la Ciccone rievoca la giornata del 5 marzo, quando è stata ricevuta in Rai. "La posizione del dott. Paglia - responsabile delle relazioni esterne Rai - è stata: la notizia corretta è stata data successivamente. Ma come può capire non basta dare la notizia correttamente. Bisognava fare riferimento all'errore e magari scusarsi con i telespettatori".

Ad oggi l'impegno di 'Valigia Blù si spinge oltre la richiesta di rettifica. "Sappiamo benissimo, a questo punto, che la rettifica non verrà mai più data", scrive la Ciccone. "Ma quello che non riusciamo ad accettare è il vostro silenzio nei nostri confronti. Nè lei nè Zavoli nè il direttore Minzolini avete ritenuto opportuno degnare 196mila cittadini di una risposta. Perché? 196mila cittadini non valgono niente? Non sono niente? Non hanno diritto a essere presi in considerazione?". E ancora: "Quello che sta avvenendo alla Rai ci preoccupa molto. La nostra lotta è il simbolo di una richiesta sempre più pressante da parte dei cittadini: una Rai e un'informazione pubblica libera dai partiti e che sia garanzia di tutti i cittadini. E dia spazio alla pluralità delle voci. Sempre".

Poi l'annuncio della manifestazione: "Non servirà a niente, vista l'arroganza con cui il potere continua a trattarci, ma sabato 10 aprile alle ore 11.00 saremo di nuovo a Roma. E altre persone simbolicamente davanti ad altre sedi Rai regionali. Per dirvi che esistiamo. Che non assisteremo alla morte lenta della Rai senza fare niente". Un annuncio che si conclude con una proposta: "Vogliamo una Tv pubblica modello BBC. Destra, sinistra e centro stanno distruggendo la (ex?) più grande azienda culturale del paese".

Nelle ultime ore 'Valigia Blù ha pubblicato online il proprio manifesto. Che oltre alla lettera di Arianna Ciccone a Garimberti, contiene un articolo di Giovanna Zucconi sulla 'curà delle parole: "Nulla è più rivoluzionario, oggi, che rispettare le parole. Riprendiamocele, le parole, maneggiamole con cautela, brandiamole con il rispetto che meritano. Che meritiamo". Perché "prescrizione non è assoluzione" non è solo una questione terminologica.

di Carmine Saviano
Fonte: http://www.repubblica.it

martedì 6 aprile 2010

Comunicato Slc Cgil Roma e Lazio (2.4.2010)



Quanto è accaduto nella testata giornalistica RAI/TG1 rende ancor più evidente, dopo la soppressione dei talk show politici in campagna elettorale, la volontà dell’azienda e soprattutto delle forze politiche di governo, di avere l’informazione del servizio pubblico radio televisivo completamente omologata.

Nell’esprimere solidarietà verso i giornalisti e le giornaliste rimossi dalla conduzione dei TG1 dal direttore della testata, con una decisione che assume i connotati di una ritorsione, vogliamo denunciare che quanto è accaduto e sta accadendo è un grave attacco alla libertà d’informazione, ma è anche un incommensurabile danno per l’immagine della RAI e fa pensare ad un’azione programmata di RIDIMENSIONAMENTO e RIDEFINIZIONE dell’Azienda Editoriale di Produzione Televisiva che è stata protagonista dello sviluppo culturale, ma anche economico del nostro paese, a tutto favore del suo maggiore competitor che è Mediaset.

• La compressione delle capacità produttive dei vari Centri e Sedi (con appalti ed esternalizzazioni delle produzioni, anche non d’informazione)
• Lo sperpero di risorse economiche determinata da scelte che hanno prodotto mancati introiti e da dubbi incarichi
• La cancellazione, per un lungo periodo, di programmi con alti ascolti che hanno prodotto una diminuzione degli spettatori certificati e della credibilità
• I mancati investimenti in tecnologia e personale

stanno portando l’Azienda verso una lenta agonia e, fra le lavoratrici e i lavoratori Rai, si fa sempre più forte la convinzione che il management della Rai stia andando contro gli interessi dell’azienda e, quindi, del paese e dei lavoratori.

Facciamo appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali, affinché si organizzi una risposta forte ed efficace, capace di riportare chi ne ha la responsabilità a difendere quest’azienda, questo patrimonio comune che rischia di andare distrutto per l’interesse di pochi.


Roma, 2 aprile 2010
SLC CGIL ROMA E LAZIO


lunedì 5 aprile 2010

Comunicato Delegati Assemblea Craipi Slc Cgil (1.4.2010)



Comunicato CRAIPI


Lo scorso 24 marzo si è tenuta, per iniziativa del nuovo Consiglio di Amministrazione, l’Assemblea dei delegati con, all’ordine del giorno, la presentazione dei nuovi organi amministrativi e di controllo e alcune comunicazioni del Presidente.

Alla presenza dei consiglieri (assenti giustificati Annalisa Desario di CGIL ed Eugenio Barbera dello SNATER) e del Collegio dei Revisori, il presidente, avv. Franco Boccia, ha illustrato le linee guida che il Consiglio di Amministrazione intende seguire per il prossimo biennio:
  • Portafoglio finanziario. Il Consiglio di Amministrazione sta procedendo: nell’analisi delle caratteristiche economico finanziarie degli asset in portafoglio; nella ridefinizione degli indirizzi di gestione avendo come riferimento una gestione bilanciata (componente azionaria massima pari al 30%. Ai gestori verranno date indicazioni prevalentemente in termini di rischiosità massima - VAR); nella redistribuzione delle risorse tra gestori e nella riduzione dei costi;

  • Rapporto con gli iscritti. L’obiettivo da raggiungere, con il necessario supporto della RAI, è una maggiore e puntuale informazione degli iscritti e dei delegati (si è parlato di sito internet e non intranet, di comunicazioni periodiche infrannuali, di accesso alla propria posizione individuale, …). ;

  • Attuazione delle disposizioni normative. Il presidente ha dichiarato l’intenzione di voler dare attuazione alla previsione normativa che prevede la possibilità (in alcuni casi, l’obbligo) di trasformare il capitale maturato alla scadenza del rapporto lavorativo in una rendita assicurativa.

Rispondendo alle numerose domande dei delegati, il presidente ha ulteriormente chiarito le linee guida enunciate, come segue:
  • passaggio dalla gestione DIRETTA a quella INDIRETTA delle risorse finanziarie. Non si tratta di alcuna decisione di ESTERNALIZZAZIONE quanto, piuttosto, di un processo di adeguamento alla normativa previdenziale che impone, entro il 2012, l’assegnazione delle risorse a soggetti qualificati da individuare attraverso forme selettive e trasparenti e da contrattualizzare mediante apposite convenzioni. L’affidamento progressivo a operatori esterni permetterà al Consiglio di Amministrazione di concentrarsi prevalentemente sulle attività di indirizzo e controllo;

  • distribuzione tendenzialmente equanime delle risorse finanziarie tra i diversi soggetti investitori. Ci risulta che attualmente un gestore (Generali) gestisca un patrimonio superiore alla somma di quello degli altri 3 gestori (Gruppo Intesa-SanPaolo, Allianz-Ras, Gruppo Unicredit);

  • predisposizione di un progetto di bilancio che soddisfi pienamente le esigenze informative dei delegati e associati. Il presidente ha comunicato la volontà di confrontarsi con i delegati sull’impostazione del bilancio 2009, senza peraltro fornire anticipazioni sui rendimenti maturati;

  • introduzione del multicomparto subordinatamente alla risoluzione dei molteplici problemi esistenti (aggiornamento statuto, vincoli posti dalla natura degli attuali investimenti, Covip, definizione dei processi amministrativi e contabili, modulistica,…). La nostra posizione, condivisa da altre sigle sindacali, è chiara: assicurare agli iscritti la possibilità di scegliere e di muoversi tra almeno due comparti, uno garantito con rendimenti assimilabili a quelli del TFR, e uno ordinario, con profilo di rischiosità limitato;

  • massima attenzione nella gestione delle problematiche che riguardano le polizze assicurative in portafoglio. Le dichiarazioni rilasciate confermano le nostre preoccupazioni sull’inopportunità di tale forma d’investimento e sulla necessità di valutare i vantaggi di riscatti o sospensione dei premi;

  • predisposizione del bilancio tecnico del fondo al 31 dicembre 2009 (il bilancio tecnico è l’analisi degli aderenti - età, prospettive di pensionamento, ... - necessario per una mirata politica di investimenti).

Da ultimo, il presidente:

  • ha ricordato che la figura di Direttore Generale non è prevista dallo Statuto CRAIPI e che le risorse attualmente dedicate sono adeguate ad assicurare il corretto funzionamento amministrativo del Fondo;

  • si è dichiarato non disponibile ad accogliere la richiesta di un incontro dei delegati con i gestori finanziari;

  • non si è pronunciato in merito alla richiesta di assicurare ai delegati l’accesso alla documentazione amministrativa.

  • Coerentemente con quanto affermato e scritto in passato, abbiamo ribadito che:

  • requisiti indispensabili del prossimo progetto di bilancio sono la completezza delle informazioni e la predisposizione di rendiconti separati per i silenti e per gli iscritti ordinari, al fine di garantire la corretta rappresentazione economica del patrimonio e dei risultati economico-finanziari;

  • occorre assicurare un adeguato flusso informativo ai delegati e agli iscritti. Considerati i limiti dello statuto vigente, rilanciamo a tutte le parti in causa la nostra proposta di adeguamento collegiale dello statuto, la nostra costituzione, quale strada maestra per rafforzare le garanzie per iscritti e delegati.

Seppur con la prevedibile cautela, il presidente ha fatto dichiarazioni importanti e nuove. Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti.


Roma, 1 aprile 2010
I Delegati Slc CGIL della CRAIPI


sabato 27 marzo 2010

Rai per una notte: le foto




Comunicato Rsu Rai Milano (22.3.2010)



APPALTI – ci risiamo!


Già era successo il 25 ottobre 2009: ‘Primarie’ del PD, Rai News 24 effettua dei collegamenti dai seggi a Milano, utilizzando il pullmino in appalto della società Videe, quando ci sono 2 stazioni satellite dei Ponti Mobili posteggiate nel cortile della Rai, in attesa di lavoro.
Per questo increscioso episodio stiamo ancora aspettando che i Vertici Aziendali ci forniscano una risposta.
Il 20 marzo 2010 Rai News 24 chiede alla produzione Tv un mezzo in piazza Duomo a Milano, per seguire la manifestazione in ricordo delle vittime di tutte le mafie organizzata dall’associazione Libera.
La Ita 364, emergenza di Milano, viene incaricata di seguire l’evento. La struttura delle REP (riprese esterne pesanti) si premura di ottenere dal Comune di Milano tutti i permessi relativi alla riuscita della trasmissione, compreso la costruzione di un trabattello per le riprese dal centro della piazza.
Il Coordinamento News di Roma si raccomanda col personale dell’emergenza di dare precedenza a Rai News 24 per qualsiasi esigenza avesse il loro cronista (dirette, riversamenti…), dato che era Rai News ad aver fatto le richieste e solo il Tg3 si era accodato a patto di non interferire con la messa in onda di Rai News.
La mattina del 20 marzo, però, oltre a Ita 364 in piazza Duomo arriva anche un altro mezzo, in appalto e proveniente da Roma della società H24!!
La motivazione è che Rai News necessita di 2 segnali, uno per le dirette e i riversamenti, e l’altro per avere la registrazione a Roma della ‘continua’ della manifestazione. Quindi il giorno precedente l’evento contatta una società in appalto.
Bene, se i responsabili di Rai news, invece di contattare società in appalto, avessero contattato qualcuno della struttura tecnica, avrebbero scoperto che si poteva realizzare il tutto utilizzando la sola Ita 364. Avrebbero scoperto che esiste una tipologia di trasmissione chiamata ‘multiplexer’, che la 364 ha già utilizzato in altre occasioni, e che avrebbe permesso di ricevere a Roma 2 segnali differenti (uno per stand up e riversamenti, l’altro per la continua della manifestazione).
Forse bastava una telefonata interna alla Rai per parlare con qualcuno di competente della struttura tecnica, invece che farne una esterna a un appalto per risparmiare un sacco di soldi dei contribuenti!
Ci risulta che il solo trabattello sia costato 2300 euro iva esclusa, chissà l’impiego della ditta H24 in trasferta a Milano!
Come per il precedente episodio riguardante la Videe, anche per quanto successo in piazza Duomo la scrivente RSU della Rai di Milano, nel denunciare dettagliatamente l’episodio, chiede con forza, per l’ennesima volta, spiegazioni ufficiali da parte dell’Azienda!
RSU RAI MILANO 22 marzo 2010


giovedì 25 marzo 2010

Rai per una notte



Le lavoratrici ed i lavoratori Rai che gestiscono il Blog (http://inforai.blogspot.com) hanno deciso di aderire all'iniziativa del 25 marzo,RAI PER UNA NOTTE.
Riconoscendo in questo evento lo scopo di tutelare: il servizio pubblico; la libertà di espressione e informazione fondamentali per un sistema democratico; la dignità del lavoro in azienda.
Per tutti coloro che si collegheranno al Blog: www.inforai.blogspot.com sarà possibile seguire direttamente via web il programma (25 marzo, ore 21.00).
All'inziativa di Bologna o altri territori prenderanno parte attivamente lavoratori della Rai organizzati.
Ci piacerebbe che uno di noi, uno di quelli che ogni giorno è dietro alle telecamere, avesse l'opportunità di denunciare la condizione in cui si lavora. Siamo certi che solo attraverso la partecipazione si possano cambiare le cose.





mercoledì 24 marzo 2010

Solidarietà a Loris Mazzetti

I lavoratori della Rai, testimoni come tutto il paese della grave crisi in cui versa l’Azienda, esprimono la loro piena solidarietà a Loris Mazzetti e a tutti coloro che, ponendo l’etica al centro della propria azione, sono accusati di attaccare l’azienda pubblica che invece difendono e pertanto vengono penalizzati attraverso il metodo della sospensione.


Dopo aver riflettuto attentamente sui risvolti di questa iniziativa, i lavoratori della Rai hanno deciso di far sentire la propria voce per difendere il proprio posto di lavoro, non dal punto di vista politico, ma di chi opera nel settore. E’ urgente, infatti, riflettere sulla pericolosa tendenza in atto nei processi organizzativi e produttivi, che fanno ricorso sempre più alle esternalizzazioni penalizzando e dequalificando fortemente le risorse interne.

I lavoratori della Rai, pertanto, si uniscono ai tanti che pubblicamente hanno già manifestato la propria solidarietà al dirigente Loris Mazzetti:

Massimiliano Mazzon

Anna Lisa Guglielmi

Michele Casta

Beatrice Serani

…….


Comunicato Segreteria naz. Slc Cgil (23.03.2010)



PER UNA RAI AL SERVIZIO DEL CITTADINO

La RAI versa in un grave degrado, sotto il profilo economico, tecnologico, ma soprattutto gestionale.

In una fase in cui la crisi finanziaria ha ridotto fortemente le entrate pubblicitarie, la RAI ha deciso di rinunciare al contratto con Sky, con una conseguente perdita in bilancio di circa 50 milioni di euro all’anno, senza rinunciare però nel contempo alla nomina di innumerevoli dirigenti, necessari per garantire una sudditanza alla politica, ma non strutturali ad una riorganizzazione del lavoro in azienda.

La sospensione delle trasmissioni di approfondimento durante la campagna elettorale, malgrado le recenti decisioni del TAR aprissero lo spazio per tornare su questa decisione, denota ulteriormente la subalternità di chi dirige il servizio pubblico televisivo al governo, che fa premio sulle ricadute economiche di tali scelte e sull’obbligo di pluralismo e completezza dell’informazione.

Il risanamento di bilancio, secondo uno studio di fattibilità fatto predisporre dalla RAI, ipotizza “cessioni di rami d’azienda” di diverse strutture interne, con esternalizzazioni di attività, che non garantiscono i contenimenti dei costi e conducono al sottoutilizzo e al deperimento delle professionalità interne.

Come lavoratori, siamo preoccupati che il risanamento della RAI, la cui chiave resta a nostro avviso il contenimento dei costi esterni e la piena utilizzazione dei lavoratori, possa invece essere fatto a danno dei dipendenti, in barba alla professionalità, alla competenza ed alla dedizione di chi ci lavora ogni giorno. O possa non esserci affatto.

Come cittadini, siamo preoccupati del fatto che la RAI stia abdicando al ruolo di servizio pubblico, in questo delicato contesto storico.

Chiediamo una svolta. Occorre cambiare la governance della Rai, sottraendola al controllo politico, definire in maniera distinta le responsabilità gestionali e quelle di indirizzo e di controllo.

Roma, 23 marzo 2010
La Segreteria nazionale SLC CGIL