SLC CGIL Nazionale

martedì 10 gennaio 2012

Comunicato Stampa (10.01.2012)


La Rai: trasformare una preoccupazione in una risorsa

Le Organizzazioni sindacali, dopo il grande risultato dello sciopero generale del 22 dicembre indetto contro il Piano di ridimensionamento deliberato dai vertici aziendali per rispondere alle difficoltà economiche, annunciano un PRESIDIO dei Lavoratori, per mercoledì 11 gennaio con inizio alle 16.30, sotto la sede Rai di via Teulada 66 a Roma.

La protesta sarà organizzata da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, contro le scelte aziendali e per rispondere ai loro primi effetti (chiusura di Rai Corporation e preavviso di licenziamento dei 40 Lavoratori). Il Presidio sarà il luogo in cui annunciare ulteriori iniziative, che saranno deliberate nel corso del Coordinamento Nazionale che si terrà nella mattinata dell’11 gennaio, iniziative dirette alla politica, alle istituzioni ed i vertici aziendali.

E’ intenzione dei Sindacati organizzare nei prossimi giorni una conferenza stampa, in cui rendere pubbliche tali iniziative, evidenziando il percorso che culminerà con una grande ASSEMBLEA PUBBLICA NAZIONALE APERTA, dove saranno chiamate a partecipare Associazioni, singoli cittadini e forze politiche, insieme a tutte le organizzazioni sindacali dell’azienda, momento in cui si esporranno le proposte alternative al presunto Piano di Risanamento, per dare una risposta concreta alla crisi finanziaria della Rai e per una diversa gestione del servizio pubblico.

Ulteriore preoccupazione arriva dalle dichiarazioni del Presidente Monti: non è infatti chiaro, ai Sindacati, da quali fonti il Presidente abbia assunto informazioni per definire una scelta risolutiva sul futuro della Rai.

Rimane tuttora inevasa la richiesta d’incontro fatta pervenire da tutte le organizzazioni sindacali ormai settimane fa ai Ministeri competenti e alla Commissione di Vigilanza, questo silenzio non verrà subito dai Sindacati che reitereranno con forza le loro richieste.

La preoccupazione è che la questione lavoro e la complessità della funzione del servizio pubblico siano piegate alle mere valutazioni contabili. Il vero rischio è che la Rai, dopo essere stata per anni subalterna alle esigenze partitiche, sia spazzata via da una volontà semplificatrice e priva delle conoscenze necessarie.

Prima di qualsiasi iniziativa di riforma, per una buona ed equilibrata lettura della situazione, è necessario che il Presidente del Consiglio nonché Ministro dell’Economia e Finanze, trovi il tempo per confrontarsi con le organizzazioni sindacali che rappresentano più di 10.000 lavoratrici e lavoratori, maestranze che in questi 60 anni hanno dato vita alla prima industria culturale del paese.

Roma, 10 gennaio 2012


Nessun commento: